Sasser, condannato l’autore

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Sven Jaschan, autore del virus Sasser, condannato a 21 mesi di carcere sostituiti con un servizio sociale di tre anni. Microsoft paga la ricompensa ha a chi ha contribuito a far scoprire il giovane pirata informatico.

Condanna e sentenza sospesa per il giovane Sven Jaschan, il giovane (19 anni) studente tedesco responsabile della creazione del virus Sasser.

Il giudice, anche sulla base della piena confessione, lo ha ritenuto responsabile del reato di alterazione dei dati e sabotaggio di computer con una pena di un anno e nove mesi di prigione. La condanna, applicata con la condizionale, lascerà  libero Jaschan ma lo obbligherà  a 30 ore settimanali di servizio sociale in una casa per anziani o presso un ospedale.

Nonostante il responsabile, di fatto, abbia evitato la prigione, la condanna rappresenta un fatto storico. Si tratta di uno dei rari casi di processo con individuazione di un colpevole di un reato informatico connesso alla pirateria. Il caso è tanto più rilevante perchè Sasser viene ritenuto il più virulento degli attacchi subiti dalle reti nella storia.

Jaschan aveva accuratamente pianificato il lancio di Sasser, scritto quanto era ancora minorenne in maniera tale da essere quasi inarrestabile. L’€™infezione dei sistemi non avveniva, infatti, via email come in altri casi, ma usando un bug di Windows presente in tutti i computer connessi ad Internet. Il risultato era stato devastante: centinaia di migliaia di computer bloccati, servizi (come quello delle prenotazioni di British Airways) sospesi, e milioni di dollari di danni in tutto il mondo.

All’€™individuazione di Jaschan, un ragazzo solitario che trascorreva davanti al computer 10 ore al giorno, ha contributo Microsoft e la ricompensa di 250.000 dollari offerta a chi avesse dato indicazioni utili alla cattura del pirata. Nel fine settimana Redmond ha confermato di avere versato, a condanna avvenuta, quanto dovuto a due anonimi informatori dalla cui segnalazione si è poi risaliti all’€™autore di Sasser.