Sblocco SIM dell’iPhone: ultimi aggiornamenti tra hack hardware e software

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Macitynet continua a monitorare “in tempo reale” la situazione del SIM unlocking del telefono di Apple: in dirittura d’arrivo il completo sblocco software, novità  nell’uso di Sim doppie e riprogrammate e una nuova modalità  di sblocco “hardware” che non richiede l’apertura del telefono

Come i nostri lettori più attenti sapranno le modalità  di sblocco della SIM di iPhone, sulla cui legalità  dell’applicazione si possono nutrire alcuni dubbi mentre sono fondati quella sulla vendita degli stessi, si possono suddividere in 3 tipologie: sblocco totalmente software senza interventi con strumenti come saldatore o cortocircuitazioni varie, sblocco con SIM accessoria o riprogrammata/clonata oppure sblocco hardware nelle sue varie modalità .

Lo sblocco software
Per l’arrivo dello sblocco software è questione di ore se non di minuti: quello promesso da iPhoneSimFree.com e mostrato in anteprima a Engadget, CNN e GizModo sta per essere rilasciato agli utenti, o meglio, ai distributori che hanno acquistato pacchetti minimi di 50/500 licenze e li hanno rivenduti a prezzi che vanno dai 35 agli 80 Euro.

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Secondo le testimonianze delle testate “indipendenti” lo sblocco non avrebbe problemi a funzionare ed è stato risolto pure il problema che affliggeva chi aveva protetto l’accesso al proprio iPhone con un numero di PIN. Tra qualche ora (prima di notte) vi sapremo dire come è andata con il telefono di alcuni nostri lettori con cui siamo in contatto.
Possiamo comunque anticiparvi che la soluzione è quasi completamente autoinstallante e richiede pochi passaggi da parte del proprietario di iPhone.
A margine della notizia c’è da dire che iPhoneSimFree non si fa certo scrupolo dei problemi di copyright: il simbolo utilizzato per pubblicizzare il software di sblocco è il perfetto logo della mela morsicata con al centro un buco della serratura!

Lo sblocco con SIM
Il secondo aggiornamento riguarda il filone dello sblocco con sim accessoria o clonata: il metodo più semplice, economico e con meno problemi legali dovrebbe essere quello della TurboSim di cui vi avevamo parlato nei giorni scorsi: ma qui permane la scarsissima reperibilità  dell’accessorio che di fatto non viene prodotto in quantità  sufficienti alla richieste di mercato.
Facile trovare invece le SuperSim che necessitano pero’ di riprogrammare una SIM vergine con i dati del vostro telefono e di una sim TIM da 32k o una SIM versione V1 di altro operatore ma qui la poca disponibilità  di Sim di questo tipo e il fatto che state di fatto clonando una sim (operazione molto probabilmente illegale anche se eseguita su un oggetto di vostra prorietà ) frenano l’uso di questo accorgimento.
Nelle ultime ore è spuntato fuori un altro metodo che prevede la riprogrammazione di una Doppia Sim basandosi su strumenti e supporti che da qualche tempo permettono di avere un doppio numero sulla stessa scheda da inserire nel cellulare: qui i costi salgono e arriviamo a circa 120 Euro per un lavoro compiuto da esperti: anche qui permangono i dubbi sulla attività  di “clonazione” necessaria.

Sblocco hardware
Infine lo sblocco hardware: si basa chiaramente sul “GeoHack” del giovane statunitense che si è evoluto ovviando dapprima con degli spilli alla necessità  di praticare saldature all’interno del telefono, ed ora, come ulteriore evoluzione, utilizzando i contatti presenti sul dock di iPhone, magari realizzando un dock opportunamente modificato per non andare ad operare all’interno del ristrettissimo spazio del ricettacolo della presa dock del telefono.
Come avevamo previsto ci sono già  nel nostro paese alcuni tecnici che si sono attrezzati per lo sblocco hardware e praticano prezzi che vanno dai 70 ai 100 euro per l’operazione: costi che potrebbero ridursi se con un eventuale sblocco hardware via dock che oltretutto non comporterebbe la necessità  di dover aprire il telefono.

Aspettando il 28 Settembre…
Accantonando al momento i dubbi sulla legalità  dell’hacking In ogni caso chi utilizza lo sblocco software e quello hardware va incontro ad un rischio concreto: quello che in caso di un aggiornamento del software consistente (con i presenti update non è ancora accaduto) il telefono perda il suo status di sblocco richiedendo una ulteriore operazione software o hardware.

Non dimentichiamoci inoltre che anche un semplice aggiornamento di iTunes (come è accaduto con la versione 7.4) potrebbe di fatto bloccare di nuovo le fondamentali funzioni di sincronizzazione dati con il vostro computer rendendo la parte iPhone o di gestione dei contatti praticamente inutile.
L’avvertenza di base è quella di non effettuare un aggiornamento di iTunes o di firmware prima di conoscere quale effetto abbia nei confronti del proprio telefono sbloccato.

Una verifica assoluta potrà  essere fatta il 28 di Settembre (o forse qualche giorno prima) quando presumibilmente Apple rilascerà  un update per mettere in grado iPhone di accedere all’acquisto di tracce musicali e film da iTunes Store al pari del suo “figlioccio” iPod Touch.

Vedremo in quell’occasione cosa accadrà  dei tanti sblocchi e se i più temerari saranno costretti a tenersi il proprio telefono in condizione di “freeze” o di non aggionamento in attesa di una evoluzione degli hack.