Scandalo sessuale, si dimette l’amministratore delegato di HP

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Mark Hurd, amministratore delegato di HP costretto a dimettersi per uno scandalo a sfondo sessuale. Una donna lo accusa di molestie, lui nega ma ammette di non avere rispettato il codice che un’azienda come HP impone ai suoi dipendenti. Preoccupazione tra gli investitori: il CEO era considerato l’artefice quasi unico della rinascita dell’azienda americana.

Un ciclone si abbatte su HP: Mark Hurd, amministratore delegato del primo produttore di computer al mondo, è stato costretto a dimettersi dopo essere stato coinvolto in uno scandalo a sfondo sessuale.

Hurd, dicono le note che provengono dalla stessa società di Palo Alto che ha convocato questa sera un incontro d’emergenza per informare gli investitori sugli eventi, è stato accusato di molestie da una donna che lavorava nel settore dei contratti in appalto di HP. Secondo quanto è stato verificato Hurd, 53 anni, sposato, le avrebbe rimborsato spese personali facendole figurare come costi aziendali, ciò nel contesto di quella che viene definita come “una stretta relazione”.

Hurd ha respinto l’accusa di molestie e la stessa azienda non l’avrebbe riconosciuto colpevole di questo comportamento, ma l’ormai ex amministratore delegato di HP avrebbe comunque ammesso di non essersi comportato «secondo gli standard richiesti per un’azienda come HP» e di avere mancato ai «principi di fiducia, rispetto ed integrità che ho abbracciato in HP. Trovo difficile – ha commentato Hurd – continuare ad essere il leader efficace di cui HP ha bisogno».

Le dimissioni di Hurd, al di là della vicenda personale, sono un problema molto serio per HP. Il manager, già CEO di NCR, viene considerato il principale artefice della rinascita dell’azienda che cinque anni fa, sotto la guida di Carly Fiorina, è arrivata molto vicina al punto di non ritorno. Hurd ha ridotto le spese, riorganizzato il business dei PC, rafforzato i settori strategici, cancellato progetti in perdita. Tra le ultime operazioni condotte da Hurd c’è stato l’acquisto di Palm, una mossa che permetterà ad HP di lanciarsi nel settore degli smartphone e dei tablet senza dipendere più dai sistemi operativi Windows. Con Hurd al vertice, HP ha battuto Dell sia negli Usa che a livello mondiale consolidandosi come primo produttore di computer e ha moltiplicato per due il valore delle sue azioni. Per molti osservatori ed investitori HP in questo momento è di fatto quasi un sinonimo di leadership di Hurd.

È comprensibile a fronte di tutto questo che le dimissioni di un così valido amministratore delegato abbiano agito come un terremoto sulle azioni HPQ che hanno perso quasi il 10% nel corso della giornata arrivado al minimo degli ultimi 12 mesi.

Il consiglio di amministrazione di HP ha iniziato la ricerca per un nuovo amministratore delegato; tra i nomi papabili quelli di due strettissimi collaboratori di Hurd, Todd Bradley che guida la fiorente divisione PC e che è stato amministratore delegato di Palm ed Ann Livermore, a capo del gruppo enterprise, un altro settore dove le cose vanno molto bene per HP.

Nel frattempo HP ha già rimosso, a tempo di record, la pagina dedicata ad Hurd sul suo sito.