Seybold, la crisi si sente

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Al Seybold meno visitatori e meno espositori. L’attacco terroristico, ma anche la crisi economica, fanno sentire pesantemente i loro effetti.

Il Seybold prova sulla sua pelle gli effetti dell’attacco terroristico all’America. La rassegna di San Francisco, il principale evento americano per il DTP, accusa infatti il colpo sia in termini di pubblico che nel numero degli espositori.
Secondo alcuni resoconti giornalistici l’impatto maggiore è sul numero dei visitatori. Stime precise non sono ancora state fatte ma chi è stato presente sia alla giornata di apertura che a quelle successive stima in un taglio delle presenze molto vicino al 50%. All’apertura delle porte il primo giorno, ad esempio, la folla che gli altri anni premeva per sciamare tra gli stand proprio non s’è vista. Anche le presenze ai keynote, compreso quello di Apple, è stata ridotta rispetto al passato.
Anche tra gli espositori, come riportano sempre altri giornali, pare proprio che il momento pesante abbia avuto degli strascichi. Circa il 10% ha cancellato la sua presenza poco dopo le notizie che arrivavano da New York. Tra queste Kodak e Olympus.
Va anche detto che, però, non è solo l’ondata terroristica a mettere in difficoltà  il Seybold. Anche la crisi che pervade il mondo dell’industria americana, compresa quella della pubblicità  che porta solitamente linfa sia nel campo dei visitatori che degli espositori, sta pesando in maniera non indifferente.
Gli organizzatori, però, non fanno drammi, anzi di dichiarano, tutto sommato, soddisfatti di come stanno andando le cose. “Ci stavamo preparando al peggio – ha detto Gene Gable, presidente dei Seybold Seminars – ma ora siamo abbastanza soddisfatti”. Gable non ha dato indicazioni sul possibile numero di visitatori rinviando tutto a dopo la chiusura. Normalmente il Seybold porta a San Francisco tra i 30.000 e i 40.000 visitatori e oltre 200 stand.