Sherlock: allarme da ridimensionare

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Sherlock “ruba” gli indirizzi di posta? Forse, ma né più né meno come “rubano” l’indirizzo di e-mail anche altre applicazioni Internet . Quanto segnalato da MacWelt, che ha pubblicato nei giorni scorsi un allarmato articolo al proposito, è dunque un allarme un po’ fuori misura. Il parere è di Fabrizio Di Giuseppe che ci scrive al proposito

    Che Sherlock rubi gli indirizzi di posta mi sembra una affermazione azzardata. E’ previsto che un utente ftp anonimo, che presumo sia il protocollo utilizzato da Sherlock per scaricare l’aggiornamento, invii come password la propria e-mail. Probabilmente alla Apple hanno “stupidamente” rispettato questa convenzione, senza tener conto che l’utente potrebbe non voler inviare tale informazione. A questo punto anche Netscape ruba gli e-mail, o almeno lo faceva fino a qualche versione fa (adesso non so). Infatti i cacciatori di e-mail erano soliti mettere immagini cui il client accedeva via ftp sui siti web, in modo che l’ignaro navigatore regalasse senza saperlo la propria e-mail al sito incriminato. Il problema non é in sherlock ma nelle mutate condizioni della rete. Una volta tutto si muoveva in base ad uno spirito collaborativo ed aperto. Adesso, i problemi di sicurezza e riservatezza sono piu’ sentiti, per cui l’utente e gli sviluppatori dovrebbero essere più accorti nella gestione delle informazioni personali. Io non mi preoccuperei di Sherlock, visto che l’indirizzo di posta va a finire nei server della Apple, registrato probabilmente in qualche file di log. Se poi non ci fidiamo della apple… potremmo richiedere un impegno alla riservatezza ;-)”


Al proposito aggiungiamo che Sherlock invia l’e-mail dell’utente non solo alla Apple ma anche a siti che si occupano anche di commercio elettronico, di aste e di altri aspetti del business Internet. Per questo sarebbe bene in particolare per tutelare utenti ignari da furbastri e spammers, offire la possibilità  di disabilitare l’invio dell’e-mail “reale” usando una chiara interfaccia utente. Come ci ricorda Fabrizio i tempi in cui su Internet tutto o quasi veniva mosso “in base ad uno spirito collaborativo ed aperto” sono terminati…