Signore e signori: ecco Starbucks, l’ossessione del secolo

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C’è chi non può fare a meno di andare all’inaugurazione di tutti i negozi di Apple (ottanta sino a questo momento, ma il numero crescerà  ancora). Però, se pensate che sia una cosa da matti, non avete mai sentito parlare di un ragazzo americano di nome Winter…

Ammettiamolo: c’è ossessione e ossessione. C’è gente che giudicheremmo strana, originale, un po’ fuori di testa e poi ci sono quelli senza speranza: matti da legare. Ma la cosa più divertente è che ciascun matto ha qualcun altro che, perlomeno a lui, sembra ancora più matto.

E’ il caso di Winter, un ragazzo che ha deciso di visitare tutti gli Starbucks del mondo, i negozi della catena di caffè e frappuccini più famosa al mondo. Non è cosa da poco, questa ossessione. Sino a questo momento, apprendiamo dal suo sito web, Starbucks Everywhere, ne ha visitati 4.135 negli Usa, 114 in Gran Bretagna e 53 in Giappone. Documentando tutto, in sette anni, con foto ordinatamente disposte sul suo sito web.

Una media di 10 negozi a settimana, ma è indubitabile che ci siano stati periodi di riposo e quindi, anche “tirate” con più di due o tre negozi al giorno. Un lavoro, praticamente. Che sta pagando in termini di notorietà  (sul sito viene citata una intervista da parte della Cnn) e di soddisfazione, almeno in termini di pubblico. Oltre a una certa esperienza da commesso viaggiatore…

Winter sul suo sito si presenta così: “Ragazzi, se potessi avere una tazza di caffé ogni volta che qualcuno mi ha chiesto di spiegare la mia (ossessione) fascinazione da Starbucks! Ma io non sono ossessionato. Sono un “entusiasta”. Il mio nome è Winter e il sito è dedicato al mio progetto di visitare tutti gli Starbucks del mondo. Il mio obiettivo deve sembrare un pensiero ben strano, ma non è neanche lontanamente difficile come quello di questo signore…”

Il riferimento è a un canadese di 34 anni che, con la foto della madre deceduta davanti e musica heavy metal in cuffia, ha battuto il record di piercing sull’intero corpo, entrando nel Guiness dei primati. E’ proprio vero: per ogni matto ce n’è un altro ancora più matto…