Sony e Apple, voci (smentite) sul mercato

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Puntuale come sempre in occasione dei momenti di crisi di Apple ecco sorgere le voci su un’interesse da parte di Sony per Cupertino. Jobs tace, Sony pure, poi per mettere fine all’indiscrezione che non si placa, interviene addirittura il CEO del colosso Giapponese.

Alcune voci non si sa come nascano, non si sa da chi vengano; sorgono improvvise, di diffondono come un incendio nel sottobosco, fanno qualche vittima e poi si immergono di nuovo nel nulla. Alcune di queste sono cicliche e nonostante non abbiano alcun fondamento, forse perchè appaiono affascinanti nei loro risvolti, sono davvero dure a morire. Venendo al nostro mondo un buon esempio è la convinzione che Disney prima o poi acquisterà  Apple, la seconda è un accordo, in qualche forma, tra cui viene contemplata la fusione, tra Apple e Sony.
Proprio quest’ultima indiscrezione è tornata in circolazione ieri sui mercati americani, lanciata da chissà  chi. Alcuni settori del mercato finanziario, quelli più speculativi, l’hanno raccolta e fatta propria giungendo al punto di acquistare anche pacchetti di azioni rilevanti dell’una e dell’altra società . Tutto ciò mentre Apple, interpellata al proposito, non rispondeva come non ha mai risposto sulle indiscrezioni, e Sony taceva, come è politica della società  Giapponese quando si tratta di voci.
Nonostante questo e nonostante la grande parte degli osservatori abbia dichiarato come “risibile” l’ipotesi, i suoi echi si son fatti sentire anche sul mercato Giapponese e poi su quelle Europeo, piazze sulla quali alcuni credono che un’alleanza di questo tipo possa essere una delle soluzioni migliori per portare all’uscita dalla crisi Apple.
Così, pressati dall’insistenza e dalla persistenza dell’indiscrezione, i responsabili di Sony hanno deciso per un intervento.
Interpellato dalla prestigiosa Reuters si è scomodato il CEO di Sony, Nobuyuki Idei : “non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ad un’asta per l’acquisto di Apple. Semplicemente questa ipotesi non esiste”. Idei ha poi aggiunto “Vi ricordo che queste indiscrezioni sorgono ogni due o tre anni”
Già  alla fine della mattinata, dopo questo servizio di Reuters, l’indiscrezione stava perdendo credito anche presso coloro che più di altri l’avevano sostenuta.