Spam, il futuro è nero

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Nonostante le leggi, i client di posta che filtrano messaggi buoni e messaggi spazzatura, il problema della posta spazzatura non accenna a regredire. Anzi nel corso degli ultimi mesi si è incentivato e promette di peggiorare. Il clamoroso caso di un’azienda sommersa dal 99,84% di messaggi spam.

Se siete stufi di ricevere messaggi di posta elettronica che vi offrono portatili a prezzi di realizzo, inviti all’acquisto di pillole capaci di ogni tipo di miracolo, novità  mirabolanti in fatto di vacanze, case in affitto, auto e sconti, e sognate un domani in cui scaricando i messaggi e-mail troverete solo quelli che avete richiesto, svegliatevi. Questo paradiso, se non perduto, è ancora lontano e il futuro prossimo potrebbe persino essere peggiore di quanto non sia l’oggi che è di sicuro peggiore di ieri.

Questa l’amara constatazione che sorge scorrendo le statistiche per il mese di aprile elaborate da MessageLabs. I dati della società  specializzata in sicurezza della posta elettronica mostrano infatti chiaramente come il fenomeno dello spamming non solo non accenna a regredire, ma diventa progressivamente sempre più fastidioso, invadente e, soprattutto, numericamente strabordante.

Nel corso del mese di aprile, secondo MessageLabs, ben il 67,6% dei messaggi che circolano su Internet sono classificabili come “posta spazzatura”, un numero enorme e che per alcuni paesi assme proporzioni anche più catastrofiche. Per gli USA l’83% dei messaggi è costituito da Spam, ma anche Inghilterra, Germania, Australia ed Hong Kong sono colpiti duramente dagli spammers. Anzi proprio in Inghilterra potrebbe essersi verificato il caso più paradossale. E’ infatti basata in Inghilterra Vbug, una società  che opera per conto di Microsoft nel campo dello sviluppo, software, che in aprile ha ricevuto 720.000 messaggi di cui, incredibilmente, il 99,84% erano classificabili come spam.

Secondo MessageLabs il fenomeno della posta non desiderata è in costante ascesa, favorita dalla diffusione delle connessioni fisse ad Internet che, da una parte, portano ad avere più contatti e quindi potenzialmente più spam, dall’altra favoriscono gli stessi spammers che possono inviare milioni di messaggi di posta praticamente senza pagare un soldo. Se a questo si aggiunge il fenomeno dei virus capaci in un giorno di spedire milioni di messaggi di posta, si comprende come il futuro si prospetti più che nero.

Molti paesi stanno cercando di porre rimedio al fastidioso fenomeno dello spam usando lo strumento delle leggi, ma secondo gli esperti i professionisti della posta spazzatura potranno sempre trovare porti sicuri da cui inviare le loro presunte, irrinunciabili offerte. E poichè l’unica soluzione potrebbero essere l’ancora distante prospettiva di client di posta o sistemi di filtraggio centralizzati intelligenti abbastanza da selezionare con criterio e in maniera quasi infallibile i messaggi buoni da quelli cattivi, il consiglio è di rassegnarsi e usare le care vecchie e note tecniche: mai usare un indirizzo e-mail nei newsgroups, mai pubblicare il proprio indirizzo in “chiaro” su Internet, mai iscriversi a mailing list, servizi di informazione, siti d’informazione che non siano affidabili e sicuri e che promettano per iscritto di non diffondere a terzi, per fini commerciali, il vostro indirizzo di posta.