Spot Samsung al Super Bowl: la prossima rivoluzione è il Galaxy Note con lo stilo

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Con il Super Bowl è andato in onda il nuovo spot Samsung che prende di mira gli appassionati Mac, ora in grado di abbandonare la fede in Apple e i prodotti della Mela per il nuovo Galaxy Note. La “Prossima grande rivoluzione” è un dispositivo a metà strada tra smartphone e tablet che si usa con un pennino.

Secondo Samsung la prossima grande rivoluzione è il Galaxy Note, un dispositivo con schermo da 5,3 pollici a metà strada tra smartphone e tablet che si usa con un pennino. E’ questo uno dei messaggi principali contenuti nell’atteso spot di punta del Super Bowl, l’evento mediatico più importante negli USA il cui spazio pubblicitario è venduto da sempre per cifre da capogiro, secondo una stima di un blog finanziario il solo spazio TV sarebbe costato a Samsung 10 milioni di dollari. Il nuovo spot del colosso coreano, che inseriamo in calce in questo articolo, prosegue nella serie di pubblicità che prendono di mira gli utenti della Mela.

Nello spot grazie al nuovo dispositivo Samsung Galaxy Note gli appassionati Mac, anche quelli storici più convinti, possono abbandonare la fede in Apple, smettere di annoiarsi e sopportare lunghe file davanti ai negozi per acquistare un nuovo iPhone e finalmente godersi la libertà di scegliere un dispositivo diverso. Nel filmato compaiono due personaggi illustri in USA, meno conosciuti in Italia, si tratta di  Justin Hawkins cantante del The Darkness e di Brian Urlacher giocatore di punta dei Chicago Bears ripreso a fare autografi digitali sullo schermo dei Galaxy Note.

Anche se l’idea di promuovere un dispositivo diverso con uno spot sopra le righe non è sbagliata in sé, l’effetto finale della visione del video non risulta convincente. Innanzitutto a partire dal punto di vista dell’utente a cui viene proposta come ultima novità tecnologica alternativa ai prodotti Apple, un dispositivo più grande di uno smartphone ma più piccolo di un tablet che deve essere utilizzato con un pennino, un sistema di input reso obsoleto dagli schermi touch. Risulta così difficile giustificare l’eccitazione e l’energia di una rivoluzione a partire da un dispositivo che non sembra proporre nulla di realmente innovativo o rivoluzionario.