Storie di conversioni: Satoshi Nakajima (il papà  di Windows 95)

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Non aveva mai usato un Mac fino a due anni fa. Ma quando l’ha provato, gli è piaciuto così tanto che poi non ha più voluto toccare un Pc. Storia natalizia un po’ fuori stagione, ma fa sempre piacere.

Alle volte la cronaca supera la fantasia. Prendete il caso del buon Satoshi Nakajima, capo architetto per lo sviluppo di Windows 95, il prodotto di punta di Microsoft per un lusto che ha praticamente fatto la differenza nella svolta mondiale verso il mondo Pc anziché quello Mac.

Ebbene, come per una sorta di dantesco contrappasso, il buon Satoshi due anni fa ha deciso di provare a utilizzare un Mac. Non si sa quale e non si sa per quale motivo, ma si conosce il risultato: dopo non ha più voluto tornare indietro al Pc.

Niente di male per un uomo che nella sua vita, in 14 anni di lavoro per conto di Bill Gates a Microsoft, ha fatto da papà  a Windows 95 e da capo progetto anche di “bestie famose” come le versioni 3.0 e 4.0 di Internet Explorer (un resumée che alcuni giudicherebbero sufficiente per essere condannati con l’accusa di crimini contro l’umanità , se scusate il nostro fare lepido e faceto).

Ma non è finita qui, perché anche se a lungo un architetto del Male, Satoshi è anche e soprattutto un architetto. E quindi la sua nuova passione per il mondo Mac non è riuscito a tenerlo lontano dalla voglia di fare cose. E di scoprirne altre nuove. Come ad esempio l’iPhone.

Per questo, contagiato dalla passione per il piccolo telefono factotum policonvergente e supertouch di Apple, ha deciso di fondare una società  a Bellevue, a pochi passi da Redmond, che si è dedicata completamente allo sviluppo di software per iPhone. E il primo frutto della sua fatica: Photoshare, un applicativo che trovate su iPhone (se l’avete) e che permette di scambiare foto gratuitamente attraverso l’ennesimo social network.