Su iTunes Video arriva anche Showtime

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Si aggiungono altri tre contenuti di eccellenza a quanto già  proposto da Apple con il suo negozio statunitense virtuale di telefilm. E adesso c’è chi si comincia a chiedere “a quando il resto del mondo?”

Se la televisione sulla rete e sull’iPod fa bene anche al network, Apple pare ormai aver rimosso tutti gli ultimi freni e sta procedendo con una politica di costante inclusione di nuovi contenuti.

Adesso tocca a Sleeper Cell, Fact Actress e Weeds, tre serie di alto valore autoriale trasmesse da Showtime (parte del network Cbs) negli Usa e purtroppo ancora sconosciute nel nostro paese (anche se i sempre più numerosi amanti del genere da noi hanno sicuramente già  provveduto ad attrezzarsi con i circuiti illegali del peer-to-peer) e di discreto successo commerciale. Con questi, venduti sempre a 1,99 dollari ad episodio, siamo arrivati a oltre 50 programmi offerti attraverso iTunes Music Store. Un’offerta di tutto rilievo, visto che il mercato televisivo statunitense è fatto da poche centinaia di serie trasmesse in prima visione o nel circuito delle repliche, “re-run”, sui network locali.

Mancano ancora, negli Usa, alcuni blockbuster. Fondamentalmente, la programmazione della “vera” Cbs, e segnatamente il telefilm più “caldo” degli ultimi anni, cioè Csi Las Vegas, con i due spin off ambientati a Miami e New York (l’ultimo dei quali arrivato alla seconda stagione negli Usa e appena sbarcato dalle nostre parti). Ma le mosse di Cbs, sempre più lontana dai primi compagni di strada come Google (sul cui negozio ha cercato di vendere alcuni contenuti) e Yahoo!, insieme all’avvicinamento ad iTunes tramite Showtine, lasciano immaginare che forse lo sbarco su iTunes Music Store sia solo questione di tempo e di voglia negoziale delle parti.

Il quesito che invece viene da porsi, è un altro: a quando l’apertura internazionale del circuito dei video su iTunes e iPod? Il business, che sta prendendo forma nelle mani di Apple, ben si adatta infatti anche ad altri paesi. Sia perché i prodotti, nelle differenti localizzazioni, appartengono di fondo agli stessi produttori (si tratta di capire se siano stati venduti anche i diritti per questo genere di riproduzione, visto che il modello televisivo è differente da quello musicale in quanto a presidio del territorio da parte delle sedi locali dei produttori) e si possono trovare in sede locale anche altri e più ricchi contenuti.

In Italia, tra servizio pubblico offerto dalla Rai e produzioni trasmesse da Mediaset e dai vari canali nazionali, di cose da mettere su un ipotetico iTunes Music Store dedicato alla televisione italiana ce ne sarebbero. Sia la Rai, che ha già  lavorato in questo settore molto bene con le sue Teche e Rai.click, che Mediaset, potrebbero da sole pensare di colmare più della metà  del serbatoio con svariate produzioni. C’è chi si chiede quando toccherà  a noi. Forse anche a Cupertino, dove probabilmente stanno lavorando all’opzione della Gran Bretagna e della Germania ma non è detto vogliano coinvolgere fin da subito anche la Francia.

Ormai, immaginando un parallelo con i tempi e i numeri che a suo tempo aveva segnato il negozio di musica digitale americano prima di essere aperto anche al resto del mondo in più tappe, non dovrebbe mancare molto. Il 2006 probabilmente sarà  sufficiente per poter trovare online i contenuti legali offerti da iTunes a un prezzo costante.