Supercomputer, il debutto dei G5 [aggiornato con immagini e filmato]

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A Virginia Tech nasce il primo supercomputer basato su G5. 1100 macchine per il debutto di Apple in un campo di grande rilievo, anche da punto di vista economico. Documentato da immagini e da un servizio video della BBC.

1100 G5 per una delle reti di supercomputer più grandi al mondo. Ad inoltrare l’ordine il Virginia Polytech Institute and State University, una prestigiosa istituzione che conferma in questo modo le speranze di Apple per l’affermazione delle nuove macchine anche in ambito accademico scientifico.

Virginia Tech ha lavorato strettamente con Apple per realizzare il cluster. Lo scopo era quello di costruire un sistema di rilevanza nazionale e mondiale per compiere ricerche, tra le altre cose, sull’acustica computazionale, la modellazione e la statistica molecolare e l’aerodinamica. La scelta sarebbe caduta sui G5 in quanto tra le macchine più veloci e potenti al mondo e con un ottimo rapporto tra prezzo e prestazioni.

Tra i dati tecnici del sistema si segnala l’utilizzo di switch Infiniband di Mellanox, un sistema di raffreddamento prodotto da Liebert e gli switch Ethernet di Cisco.

Il cluster di Virginia Tech è di rilievo anche perché fino ad oggi i Mac erano di fatto sconosciuti nei sistemi cluster per il supercomputing.

Nei giorni scorsi alcune voci attendibili avevano affermato che il ritardo nelle consegne dei G5 dipende anche dal fatto che Apple sta preferendo soddisfare le richieste di alcune istituzioni scolastiche. Le università  americane in non rari casi hanno cluster del tipo di quello allestito da Virginia Tech e a dominare in questo ambito sono Dell, il principale concorrente di Apple in campo education, e Linux.

L’immagine qui sotto era stata messa in linea sul sito di Virginia Tech nelle scorse ore ma l’accesso al sito è stato disabilitato. Alcune immagini potete trovarle
su questa pagina ma la galleria completa, pur senza un indice di miniature la trovate qui.

E’ possibile vedere anche il filmato del servizio dedicato dalla BBC all’installazione, un utente Mac lo ha registrato e lo ha messo in linea su questa pagina