Switch, mai in Europa?

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Nonostante le voci insistenti e qualche dichiarazione più o meno esplicita da parte di qualche dirigente Apple, la campagna Switch con gli spot TV e i testimonial potrebbe non partire mai in Europa. “Leggi troppo restrittive”, spiega Paul Cagni

Contrariamente a quanto auspicato dagli utenti, anticipato da qualche fonte (evidentemente non ben informata) ma anche lascianto intendere da alcuni manager di Apple, potrebbe non esserci mai una campagna “Switch” in Europa con spot e testimonial, come accade negli USA

A far sapere al mondo Mac che piuttosto difficilmente nel vecchio continente si testimonianze di utenti comuni che raccontano come la loro vita informatica sia radicalmente cambiata passando al Mac, è Pascal Cagni.

“Ci sono alcuni problemi con le norme che regolano la pubblicità  in Gran Bretagna – ha detto Cagni all’edizione on line di The Guardian – non possiamo dire questo Wintel è uno schifo e questo Mac è fantastico nel contesto normativo”.

La dichiarazione di Cagni pare fare riferimento alle sole norme Inglesi, ma è noto che il codice che regola la pubblicità  è piuttosto simile in tutta Europa. Per questo è probabile che i ritardi (o meglio il “no show”) che la campagna sta subendo nel vecchio continente siano generalizzati.

Ricordiamo che, come abbiamo appena accennato, molti siti avevano raccolto informazioni piuttosto precise sul fatto che Apple programmasse Switch anche in Europa. Gli stessi dirigenti di Apple, anche nel contesto del Macworld di New York (come disse allora Macity) ammettevano che si trattava solo di questione di tempo. Persino Pascal Cagni, si sbilanciò in dichiarazioni piuttosto esplicite al proposito e raccolte dal giornale “La Stampa”.

Al momento, però, la campagna in Europa continua ad essere sostenuta unicamente da una pagina web che presenta i volti degli utenti USA e dichiarazioni (davvero molto soft) di non meglio precisati utenti passati da PC a Mac.

Recementemente Apple ha anche iniziato ad indirizzare gli utenti PC (con una campagna on line) verso una pagina Internet che sostiene lo “switch” e con una serie di iniziative presso i rivenditori.

Nulla, però, di paragonabile con l’aggressività  mediatica della campagna USA