Tante applicazioni gratuite in arrivo per iPhone

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L’analista Gene Munster di Piper Jaffray intervista 20 sviluppatori che stanno seguendo la WWDC ed elabora una prima interessante statistica sugli applicativi in arrivo per iPhone e sul loro prezzo. Equamente suddivise tra servizi basati sulla localizzazione, intrattenimento, videogiochi e sotware per le imprese, Gene Munster sottolinea come circa il 70 per cento degli sviluppatori interessati ha in progetto di offrire gratuitamente i propri software via AppStore. Il prezzo medio rilevato per i programmi a pagamento è di solamente 2,29 dollari

Più che di una statistica da prendere alla lettera si tratta di una interessante indagine preliminare: Gene Munster di Piper Jaffray è uno degli analisti più seguiti quando si parla di cose Apple e, ancora una volta, le analisi tengono fede alla fama internazionale. Mentre il mondo pendeva dalle labbra di Steve Jobs per il suo keynote, Munster ha intervistato 20 degli sviluppatori iPhone presenti nella folla di 5200 persone della WWDC stipata al Moscone Center di San Francisco. La veloce chiacchierata ha permesso all’analista di stilare una prima curiosa statistica sul futuro parco software di terze parti per iPhone.

Il dato più eclatante è che il 70 per cento degli intervistati ha annunciato di voler distribuire gratuitamente i software sviluppati. Per quanto riguarda invece programmatori e società  che intendono vendere dietro compenso, Gene Munster ha rilevato prezzi estremamente contenuti, con una media rilevata di solamente 2,29 dollari. Se queste percentuali si dimostreranno vere al lancio di AppStore, ne saranno felicissimi gli utenti, probabilmente meno entusiasta sarà  invece Cupertino che con il 30 per cento dei ricavi trattenuti su ogni vendita, intende ripagare i costi del servizio offerto.

Interessante anche la ripartizione equanime dei vari programmi realizzati: il 15 per cento sfrutta i servizi di localizzazione, il 10 per cento è classificato come intrattenimento mentre il 10 per cento è specificatamente un videogioco, ancora un altro 15 per cento mira al settore professionale. La parte del leone, a sorpresa, spetta ai software che Munster cataloga come Enterprise, quindi sviluppati per l’impiego in azienda, per il lavoro e i professionisti.

Tra gli altri dati interessati rilevati da Munster ricordiamo che il 70 per cento degli intervistati ha già  sviluppato per altre piattaforme mobile ma che la stessa percentuale di programmatori non intende creare conversioni dei software iPhone per altri dispositivi. La motivazione del porting mancato è fatta risalire ale caratteristiche uniche di iPhone che non permetterebbero una conversione agevole per altri device.