Telecom, una flat per il dial-up

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Telecom a metà agosto lancerà una tariffa flat per chi usa connessioni in dial-up. Un piccolo aiuto per superare il digital divide.

Arriva una tariffa flat per tutti coloro che non hanno accesso all’€™ADSL. L’€™iniziativa, che mira a ridurre i costi di connessione ad Internet e ad ammortizzare gli svantaggi del digital divide, è di Telecom Italia.

Secondo quanto si apprende dal sito 187.it che ha pubblicato una notizia al proposito, l’€™iniziativa permetterà  di collegarsi in dial up ad un costo fisso di 12 euro al mese per i clienti in dial-up tradizionale e di 24 euro al mese per chi usa una linea ISDN.

Al momento non sono a disposizione ulteriori informazioni; unico dettaglio aggiuntivo la data di avvio dell’€™offerta, sottoscrivibile dal 14 agosto.

L’€™iniziativa, benchè lontana dall’€™essere competitiva in termini tecnologici e di costi con l’€™ADSL (Alice Flat ad esempio costa 19,95 euro per una velocità  di 640 kbps), rappresenta un interessante passo avanti, se non altro in termini di risparmio rispetto al semplice dial-up, per chi non è raggiunto dalla larga banda e ha necessità  di restare collegato a lungo alla rete. A costi che anche sfruttando offerte o bundle difficilmente possono scendere al di sotto dei 50/60 centesimi l’€™ora, la possibilirà  di navigare senza limiti di tempo 24 ore al giorno, 365 giorni l’€™anno è sicuramente allettante.

‘€œQuesta offerta – dice l’€™associazione contro il Digital Divide che si batte contro i disagi determinati dalla disponibilità  ancora ridotta della banda larga – fa seguito quindi alle richieste che avevamo ufficialmente fatto a Telecom Italia attraverso la Lega Consumatori Acli, in particolare nella persona di Remigio del Grosso, a cui vanno i nostri ringraziamenti per la disponibilità  e la tenacia. Non possiamo quindi che essere soddisfatti per quella che riteniamo una vittoria della nostra associazione, e della Lega Consumatori Acli ovviamente; un’offerta di questo genere era infatti uno dei presupposti fondamentali anche del manifesto della nostra protesta, e viene incontro alle necessità  di milioni di utenti che non possono sfruttare la connettività  a banda larga e che, fino ad oggi, erano costretti a spendere molto più di chi invece era dotato di connessioni veloci’€

Secondo l’€™associazione Anti Digital Divide il passo successivo sarà  quello di fare in modo che nel più breve tempo possibile il numero di coperti dalla banda larga aumenti anche nelle zone non economicamente rilevanti per i grandi operatori.