Terremoto sulle azioni dei produttori di chip grafici

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I profitti largamente al di sotto delle attese colpiscono le azioni di Nvidia che perdono in un giorno più del 30% del valore. Il timore di una prossima guerra dei prezzi intacca anche i corsi di ATI.

Ad Nvidia è costato molto caro in borsa il trimestre fiscale al di sotto delle previsioni. Nel corso della seduta di venerdì i titoli della società  californiana che aveva denunciato profitti del 79% al di sotto di quelli dello scorso anno e di ben 12 centesimi per azione al di sotto delle previsioni, ha chiuso con un pesantissimo -32%, bruciando ben 780 milioni di dollari in capitalizzazione e fermandosi ai minimi degli ultimi 17 mesi.

Gli investitori hanno punito non solo il taglio ai profitti (appena 3 centesimi per azione) ma soprattutto il calo di fatturato (-1%) che denuncia in maniera preoccupante la stagnazione delle quote di mercato di Nvidia. Rappresenta un fattore d’incertezza anche il calo dei prezzi e dei margini reso necessario da una difficile battaglia per il predominio nel campo delle schede grafiche con ATI. Ma è l’intero scenario in cui si muove Nvidia a suscitare pessimismo. Il mercato delle schede dei chip di fascia bassa, un terreno privilegiato di Nvidia, vede la temibile presenza di Intel, quello delle schede after sale, dove Nvidia ha pure solidi radici, è poco vivace e nel campo dei chip per portatili, quello che più di altri si sta espandendo grazie al successo dei laptop, Nvidia paga dazio alla concorrenza.

Le preoccupazioni derivanti dalla situazione di Nvidia hanno finito per avere pesanti effetti anche su ATI che ha perso anche l’8,4% nel corso della stessa giornata chiudendo poi al Nasdaq a *7,6%. Le vendite sono state effettuata sulla scorta della convinzione che Nvidia potrebbe trascinare anche ATI in una corsa al ribasso dei prezzi che penalizzerebbe il bilancio della società  dell’Ontario.

In realtà  alcuni osservatorio hanno bollato come non giustificato il panico che ha preso gli investitori. ATI è in condizioni di mercato differenti da quelle di Nvidia, specie per la presenza in settori, come quello dell’elettronica di consumo, dove Nvidia non c’è. “I problemi di Nvidia * scrive l’analista Rick Schafer di CIBC World Markets * sono specifici e almeno in parte riferibili ad una perdita di quota di mercato. Al contrario ATI sta guadagnando quote di mercato”

I dati che arrivano dalla Borsa sembrano dare ragione a questa considerazione. Nel corso degli ultimi 12 mesi ATI ha guadagnato il 23%, Nvidia perso il 29% del suo valore.