Toshiba e i processori fritti

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Immaginate questa situazione: state lavorando tranquillamente con un portatile, nulla sembra andare per il verso storto fino a quando, improvvisamente, le applicazioni si chiudono, la macchina si spegne da sola e non si riavvia più costringendovi ad andare al più vicino centro di riparazioni. Questo è quello che è accaduto già  ad un buon numero di utenti di del computer portatile Toshiba Satellite 4100 suscitando le ire dei clienti ma anche quelle del costruttore. Sì perchè Toshiba ha ben poche responsabilità  in tutto questo. Chi è da incolpare, anzi da mettere sulla graticola vista la causa di tutto ciò, come spiegheremo tra breve è Intel.

All’origine del difetto, infatti, è nel chipset MMC-1, la scheda che contiene il processore Pentium II e alcuni chip di servizio che genera troppo calore. L’aumento della temperatura all’interno del case viene rilevata dalla macchina che, individuando un problema potenzialmente molto grave, si blocca e non riparte più fino a quando non ha ricevuto la dovuta manutenzione.
“Inizialmente – dicono alla Toshiba, che è il maggior produttore di portatili al mondo – i processori non sviluppavano tanto calore. Il problema è sorto dallo scorso dicembre quando Intel ha cominciato a consegnare una revisione di MMC-1 che ha un problema che determina un eccesso di calore. Non si tratta di un bug dei nostri portatili, ma del processore”.
Intel ammette che qualche cosa sta andando storto nei loro processori ma nello stesso tempo minimizza “I problemi ci sono ma colpiscono non più dell’1% della versione per portatili di Pentium e Celeron”, affermazioni che sarebbero rafforzate dal fatto che fino ad oggi solo Toshiba è stata costretta ad affrontare questa situazione.
In realtà , sostegono alcuni esperti, il bug pare avere un comportamento “erratico”, ovvero può manifestarsi o non manifestarsi a seconda della conformazione del case scelto dal produttore. Nel caso di Toshiba, evidentemente, lo chassis è meno in grado di altri di dissipare il calore. A rendere la matassa ancora più complicata da dipanare il fatto che Intel ha disegnato numerose varianti del chipset e molti produttori non hanno ancora adottato quella rivista che sta causando tanti problemi al costruttore Giapponese. Alcuni produttori, poi, non hanno ancora ricevuto e consegnato ai clienti le varianti incriminate e quindi è probabile che i problemi possano sorgere in una fase successiva. Infine la stessa Toshiba ammette che il calore provoca i suoi effetti in tempi e modi differenti: a volte non fa più riavviare la macchina una volta che è stata spenta, a volte spegne la macchina, a volte ci impiega due giorni a manifestarsi a volte anche 60 giorni. Quello che è certo è che al momento sono centinaia gli esemplari di Satellite 4100 consegnati in riparazione.
Marzo non è un mese fortunato per i portatili. Con Toshiba anche Dell, oltre che Apple, hanno dovuto fare fronte a gravi problemi.