Tra cinque anni un iPod da 1 Terabyte a 500 dollari

di |
logomacitynet696wide

Secondo Gene Munster, analista di Piper Jaffray, Apple mira al dominio dei media. Addio a tecnologie che conosciamo, come i lettori Dvd, e a quelle che non conosciamo qui in Italia, come il TiVo, e avanti con un modello online analogo a quello della musica. Tutto centrato su di un apparecchio destinato entro poco a crescere in una maniera esponenziale: L’iPod.

Forse Gene Munster, uno degli analisti di Piper Jaffray, ha imparato il trucco per andare sempre sui giornali: spararla grossa, paradossale, ma tutto sommato plausibile. Nella sua ultima analisi fa proprio così: prevede il futuro proiettando la situazione di fatto attuale (e cioè senza alcun tipo di ipotesi su altre tecnologie emergenti o senza aspettative di nuovi cicli tecno-economici) aprendo la via a uno scenario che gli appassionati della casa della Mela non potranno non apprezzare.

Tra cinque anni, basandosi sulla progressione di crescita della capacità  dell’iPod a partire dalla sua data di lancio alla fine del 2001, il lettore digitale di Apple diventerà  un apparecchio capace di contenere 1 Terabyte, cioè 1024 Gigabyte. Vale a dire 17 volte l’attuale capienza dell’apparecchio di Apple.

L’analisi prevede che Apple, grazie agli attuali ritmi di crescita che aiutano a ottenere componentistica a prezzi sempre più bassi e ad ammortizzare rapidamente i costi della ricerca, possa realizzare quello che potrebbe diventare una reale memoria personale completa, in grado di portare con sé decine di migliaia di foto e canzoni, oltre a migliaia di film e telefilm. Il tutto a costi contenuti: 500 dollari, vale a dire mezzo dollaro a gigabyte (la metà  dell’attuale costo degli hard disk) senza contare anche la miniaturizzazione e tutta la componentistica richiesta per realizzare un iPod.

Ma non c’è solo questo nelle “intuizioni” di Gene Munster. Per i prossimi 12-24 mesi egli prevede infatti la trasformazione di Apple in “virtual mobile operator”, vale a dire operatore di telefonia mobile virtuale (la legislazione statunitense e quella di alcuni paesi europei, escluso ovviamente il nostro, la prevede), che si appoggia alla rete di un operatore “vero”, creando un proprio servizio con le proprie tariffe e i suoi apparecchi brandizzati. Questo aprirebbe la via, insomma, all’arrivo almeno negli Usa di un iPhone (cosa del tutto diversa dagli attuali MacTorola) creato a Cupertino.

Infine, l’ultima, doppia, previsione di Munster, è sulle evoluzioni delle attuali tecnologie. Egli prevede infatti anche la trasformazione di Front Row, il Media Center di Apple, in uno strumento più completo dotato anche di capacità  simili a quelle di un Pvr, un personal video recorder digitale (come TiVo) e della creazione di sistemi per il trasferimento wireless dei contenuti verso l’iPod. Magari non aggiungendo all’apparecchio stesso il blocco Wi-Fi, bensì alla sua basetta, che potrebbe essere connessa con i cavi al televisore e via wireless al Mac (o al Pc) di casa.