Transmeta cerca nuovi mercati

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Schiacciata nel settore dei laptop, delusa dalle promesse non mantenute di grandi produttori, Transmeta cerca per Crusoe nuovi sbocchi sul mercato. Li troverà  nell’€™ambito delle periferiche e dei dispositivi digitali?

Transmeta cerca di uscire dalla crisi in cui si trova cercando nuovi sbocchi per i processori Crusoe.
Dopo la rinuncia da parte della grande maggioranza dei produttori PC ad utilizzare i suoi chip, dopo il fallimento delle trattative con alcuni OEM che operano nel campo dei server, la società  fondata da Linus Thorvalds punta ora su mercati paralleli a quelli informatici, stampanti, dispositivi digitali e il settore che opera nell’ambito dei sistemi embedded. “Questo segmento – ha spiegato ieri il CEO di Transmeta Mark Allen nel corso di un incontro con la stampa – entro il prossimo anno avrà  un mercato pari a quello dei portatili”.
Proprio il numero dei sistemi che adotteranno Crusoe è al momento uno dei problemi più significativi per Transmeta che rischia di essere confinato in un segmento di nicchia. Lo scorso anno, secondo alcune indagini di mercato, non sono stati venduti più di 500.000 chip Crusoe, cifra significativa per un prodotto al debutto, ma secondo gli osservatori sarà  impossibile per Transmeta restare attiva se non riuscirà  presto a raggiungere almeno un milione di chip annui. Al momento la percentuale del mercato di Transmeta non supera lo 0,3% a livello generale e nel settore dei portatili è appena al 2%.
La società  si dice fiduciosa in un futuro di successo sia dal punto di vista dei volumi che dal punto di vista del profitto. Potranno aiutare le vendite i costi dei chip Transmeta, più bassi di quelli della concorrenza, e il fatto che alcuni segmenti importanti del mercato, come quello delle corporations, paiono avere abbracciato il punto di vista della società : chip a bassissimo consumo e riscaldamento adeguati ai sub notebook.