Transmeta, è un mondo difficile

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Ancora guai per Transmeta. Dopo quelli giudiziari arrivano quelli sul mercato. La società  che produce Crusoe perde un contratto con un costruttore di server a basso consumo. “Troppo poco potenti quei chip”

Sono davvero giorni grami per Transmeta.
La società  specializzata in processori a basso consumo non solo sta avendo qualche guaio giudiziario (denunce per sospetta pubblicità  inmgannevole), ma continua a perdere clienti reali e potenziali.
Di ieri la notizia che anche nel settore dei server a basso consumo, un ambito nel quale i chip Crusoe parevano non avere rivali, c’è chi pensa che il miglior rapporto prezzo-prestazioni sia ormai offerto dalla concorrenza, ovvero Intel. A cancellare gli accordi stipulati sulla base di questo asserto è stata Amphus, una società  che realizza network di macchine usando schede madri con processori de-specializzati così da ridurre costi e consumi oltre che il riscaldamento. Un compito per il quale erano stati scelti, i processori Crusoe. Giunti però all’atto di finalizzare il progetto e immettere sul mercato il design delle schede madri, nome in codice Virgo, ecco la sorpresa: i processori non saranno quelli di Transmeta ma quelli di Intel. In particolare si tratta dei Pentium III -M, ovvero dei chip di nuova generazione (Tualatin) che il maggior produttore al mondo ha destinato ai portatili. “Offrono il miglior rapporto consumo-prestazioni”, dicono alla Ampheus.
Nei mesi scorsi Transmeta aveva perso contratti con molti produttori di laptop, come ad esempio IBM e Compaq, anch’essi insoddisfatti delle prestazioni dei processori e dei loro consumi.