Un Keynote di tutto rispetto

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Cos’è successo e che aria si respirava durante il keynote di Steve Jobs di questa mattina? Come reagisce il pubblico francese a quello che viene considerato il più spettacolare (oltre che innovativo) tra i Ceo dell’industria informatica mondiale? Tutto quello che volete sapere in questo articolo da uno dei nostri giornalisti all’Apple Expo di Parigi 2003

Vedere Steve Jobs dal vivo per un utente Mac è sempre una grande emozione.
Ma chi ha la mela nel cuore è diventato sempre più esigente con la casa di Cupertino. Per questo il keynote di Jobs è stato in realtà  un evento diviso in due parti, la prima più “fredda” e la seconda, dedicata a Panther e ai nuovi prodotti, interrotta continuamente da applausi scroscianti, come nella migliore tradzione.

Steve Jobs entra sul palco dopo che è la platea ha sentito suonare una canzone, “in My Life” dei Beatles cantata dal recentemente scomparso Johnny Cash, e inizia subito, senza nessun intermezzo per “scaldare” la platea, a parlare dei prodotti.

Tra il pubblico quasi tutti sono evidentemente già  al corrente delle novità  presentate negli scorsi mesi, sia per il software che per l’hardware, Panther e G5.
Quindi, si crea un’atmosfera strana, quasi di benevolente attesa.
Pochi applausi, mentre Jobs illustra i nuovi iPod, le caratterisitiche del nuovo G5 e altri aspetti degli ultimi mesi di lavoro.
Tutto il contrario dello spirito di San Francisco dove, a gennaio, Steve praticamente era interrotto al termine di ogni frase (alla fine se ne conteranno 128, secondo il San Francisco Chronicle dell’epoca) da una vera e propria ovazione.

La presentazione prende però un’altra strada quando la presentazione di alcune feature di Mac Os X Panther. In particolare, la dimostrazione prima di Exposé e poi del funzionamento dal vivo di iChat AV scaldano realmente la platea e gli applausi partono, naturali e abbondanti, con frequenza sempre maggiore.

C’è l’ultima parte, dedicata alle nuove macchine (di cui viene applaudito anche il prezzo in euro, nonostante sia in media maggiore, al netto del cambio, rispetto a quello statunitense), che provoca vere e proprie standing ovation e anche uno “Steve, voglio comprare il nuovo 15 pollici” da parte di una persona nel pubblico a cui Jobs risponde “Lo puoi fare a partire da oggi!”. Alla fine, un keynote con una buona partecipazione (quasi cinquemila persone, secondo l’organizzazione, con 150 giornalisti europei e 250 francesi) e un buon risultato per Apple.

Infine, un anziano signore americano, a giro tra gli stand espositivi, commentava: “Sarà  difficile avere di nuovo un’esperienza come quella di San Francisco, a gennaio di quest’anno: una vera rivoluzione, tonnellate di prodotti e innovazione. A Parigi non è andata male, ma si sa, da Steve Jobs ci aspettiamo sempre di più…”.