Un MacBook per dimostrare che il Wifi non è sicuro

di |
logomacitynet696wide

Il Wifi di un MacBook “bucato” per dimostrare che il wireless non è sicuro come sembra. La vulnerabilità  è nei driver che gestiscono le connessioni senza fili.

Un MacBook eletto a paradigma dei buchi di sicurezza presenti nei driver per le connessioni wireless. Questo quanto è accaduto alla Black Hat Usa Conference, un evento dedicato alla sicurezza, con particolare riferimento alle reti.

Nel corso dell’incontro due ricercatori David Maynor e Jon Ellch, usando un MacBook dotato di una scheda Wi-Fi esterna collegata tramite USB 2, hanno dimostrato quanto sia facile (ovviamente per un hacker esperto) riuscire ad entrare in un dispositivo connesso via Wifi e manipolare il sistema operativo, aggiungendo e togliendo file, operazioni che sarebbero potenzialmente distruttive oppure potrebbero consentire di provocare danni economici ingenti.

Maynor e Ellch si sono affrettati anche a precisare che l’attacco indirizzato al MacBook può avere facilmente successo anche prendendo di mira un computer con Windows o con Linux. La colpa non sarebbe infatti in maniera specifica del sistema operativo in sé, ma dei driver che vengono scritti in maniera frettolosa e nella corsa al rilascio la prima vittima è la sicurezza.

La scelta del MacBook come computer per la dimostrazione è stata fatta, hanno precisato i due ricercatori, per la percezione di sicurezza che il pubblico manifesta quando si tratta di Mac. Usando la macchina che la gente reputa più sicura la speranza era quella di convincere l’opinione pubblica che il problema è molto serio.

Maynor ed Ellch stanno lavorando con Apple per riparare il bug di sicurezza. Cupertino non ha offerto alcun riscontro alle notizie di stampa sulla dimostrazione che ha coinvolto la sua macchina portatile.