Un caricabatteria al metanolo

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Il primo sistema di alimentazione al metanolo debutta in Giappone. A lanciarlo è Toshiba. Per ora per dimensioni e peso può essere usato per ricaricare le batterie di cellulari e PDA.

Dopo tanto discutere la prima batteria a celle di combustibile diventa una realtà . A presentare un prototipo funzionante e con dimensioni e capacità  d’€™impiego vicine a quelle di un dispositivo realmente utilizzabile, è Toshiba.

Il sistema che la società  Giapponese ha mostrato al Ceatec di Tokyo è in realtà , più che una batteria, un sistema di ricarica per le batterie da utilizza in mancanza di una presa di corrente. Le sue dimensioni e il peso, infatti, non lo rendono adeguato ad essere utilizzato per alimentare direttamente piccoli dispositivi come i PDA o i cellulari e anche la sua integrazione in un computer portatile potrebbe presentare diverse difficoltà .

L’€™alimentatore è lungo 10 centimetri, largo 6 e spesso 3 e ha un peso di 130 grammi. Al suo interno si trova un serbatoio che contiene metanolo che grazie ad una reazione chimica produce 1 Watt di potenza per 20 ore, sufficiente a ricaricare per sei volte un telefono cellulare.

Al momento la difficoltà  maggiore nel produrre batterie al metanolo è nella concentrazione che questo composto chimico deve avere in miscelazione con l’€™acqua. I migliori risultati si raggiungono con un mix tra i 3 e il 6%, il che significherebbe serbatoi troppo grandi per avere una significativa autonomia. Toshiba sarebbe però riuscita a sviluppare un sistema in base al quale incrementando la concentrazione si riduce di un decimo la dimensione del serbatoio.