Un film vero con telecamere commerciali

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Ormai la tecnologia consumer ha raggiunto livelli da poter essere impiegata per lavori professionali. Non solo nel settore audio (molte radio commerciali utilizzano componenti consumer per la trasmissione di musica), ma anche per esempio nel cinema. Cambiando non solo i costi ma anche il modo in cui si realizzano i film

Una volta c’era il Super8 e il 16mm, formati storici sui quali si sono formate varie generazioni di registi e autori. In realtà , per chi aveva solo voglia di fare qualche ripresa amatoriale non esisteva quasi niente paragonabile qualitativamente ai broadcast professionali.

Adesso le cose stanno rapidamente cambiando. Se è vero che si può montare video a livello professionale con un Mac equipaggiato di Final Cut Express (anziché dover spendere decine di migliaia di euro per una soluzione Avid), è ancor più vero che gli “amateur” possono lavorare anche con iMovie per sperimentare i primi montaggi digitali.

Adesso, secondo quanto riferisce la BBC, il diaframma che separava le opere sperimentali o alternative (sulla falsariga di Blair Witch Project, girato con inquadrature e qualità  sporche da telecamera amatoriale) degne di un Sundance Festival Film dalle produzioni blasonate è diventato sempre più impalpabile.

Tanto che molti attori statunitensi (ma lo stesso vale anche per pochi tra i nostri cavalli di razza) si cimentano con produzioni indipendenti e cortometraggi di qualità  realizzati tutti in digitale e tutti con budget bassi in relazione anche ai costi di un film delle Indie.

Per esempio, Courtney Cox, star del telefilm Friends, ha girato un film diretto da Greg Harrison al costo di 150 mila dollari (anziché 1,5 milioni di dollari come media per questo tipo di produzioni) con telecamere Mini-DV. Utilizzando oltretutto 25 camere per effettuare riprese multiple delle stesse scene, senza abbandonare la qualità  visiva dell’esperienza cinematografica grazie alla maggiore sensibilità  dei sistemi digitali e alle possibilità  di correzione e miglioramento del bilanciamento dei colori e della loro saturazione in fase di post produzione digitale.

Un ulteriore effetto dal punto di vista della riduzione dei costi e dell’aumento dei punti di ripresa è quello della nascita di nuove routine lavorative nel mondo cinematografico. Anziché lavorare sfruttando due camere di altissima qualità  (estremamente costose) adesso è possibile ottimizzare i tempi per girare una scena anche nelle produzioni con budget non significativi realizzando tutto il girato (campi, controcampi, dettagli, panoramiche, piani sequenza) in un unico momento.