Un giorno da Matematici con Mac OS X

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Il Macintosh, computer generalmente associato alle attività  artistiche, multimediali e creative, in un ambiente apparentemente strano: un dipartimento di Matematica. Il tutto grazie a Mac OS X. Ecco il report di una giornata con l’OS di Apple.

Gennaro Tangari ci indica un dettagliato report sull’uso dei Mac nel dipartimento di Matematica dove svolge l’attivita’ di sistemista.

“Iniziamo la giornata molto presto, avviamo il nostro Macintosh e configuriamo la rete locale ed internet. Grazie al Mac OS X le operazioni da compiere sono facilissime, basta andare al pannello di controllo, alla voce Network ed una volta inserite le opportune informazioni il gioco è fatto.

Grazie al nuovo modulo per la gestione della stampa, si aggiunge con facilità  una stampante di rete su protocollo TCP/IP. La stampante in questione (una laser IBM) non appare nell’elenco, ma una volta selezionato la semplice “generic”, si effettua una prova di stampa e tutto funziona regolarmente (compresi i vari controlli sulla qualità  e la modalità  di stampa), discorso diverso per i colleghi che utilizzano Windows o Linux, dove bisogna installare driver e software aggiuntivi e il funzionamento non è sempre immediato.

Grazie al prezioso software shareware NFS Manager ci si “logga” sul server centrale linux e si monta la propria home directory dalla quale si preleva l’articolo che si sta scrivendo tramite il LaTeX, software per l’editoria matematica indispensabile per produrre documenti scientifici di qualità  professionale.
Installato il pacchetto tetex e lo shareware BBEdit Lite, il macintosh diventa una macchina perfetta per produtte articoli o tesi con complesse formule matematiche e grafici di eccellente qualità  prodotti grazie agli ottimi gnuplot e Graph-O-Matic.

Si hanno da fare alcune prove numeriche riguardanti un algoritmo per il calcolo delle soluzioni approssimate di equazioni non lineari. E qui interviene il lato oscuro di Mac OS X: UNIX. Installato il server X-Window (nella fattispece XFree86) ed il software free Orobor che permette di “interfacciarlo” ad aqua, si aprono al nostro Mac le porte del mondo del free-software di provenienza UNIX e quindi gli impareggiabili tool scientifici come Octave (un potente programma di analisi numerico simile al Matlab che proprio grazie ad OS X riapproda sulle scrivanie virtuali dei nostri mac).

Si riceve una e-mail da un collega il quale avverte che è necessario aggiornare una componente software del file server. Aprendo una finestra del terminale, tramite ssh ci si logga sul sever e battendo gli opportuni comandi UNIX si scarica l’aggiornamento e lo si installa. Una volta finito si abbandona la cruda shell a caratteri e si ritorna alla rassicurante scrivania del mac.

Quello che avete letto non è frutto della fantasia o situazioni costruite artificialmente, ma è la giornata lavorativa che ho appena trascorso nel dipartimento di matematica/informatica dell’università  dove lavoro come sistemista.

Ho voluto provare e sperimentare l’utilizzo di Mac OS X in una situazione reale (rischiando anche qualche brutta figura) in un ambiente dov’è richiesta affidabilità , sicurezza e capacità  di comunicazione avanzate. Tutto il software che ho utilizzato era o sotto licenza GNU oppure shareware, quindi dal costo decisamente contenuto rispetto alle relative soluzioni Windows e decisamente più facili da configurare ed utilizzare rispetto a quelle Linux.

Nonostante fossi molto critico rispetto al nuovo sistema operativo, devo dire che questi ha superato a pieni voti tutti i compiti cui è stato sottoposto. Sebbene ci siano da fare ancora molti passi in avanti, specialmente dal punto di vista delle prestazioni, il nuovo OS di Apple si è mostrato estremamente affidabile, sicuro ed aperto al mondo esterno.

Insomma per chi lavora in un ambiente simile, Mac OS X rappresenta una validissima alternativa ai classici sistemi Windows/Linux soprattutto grazie all’estrema semplicità  d’utilizzo (basti pensare che per attivare il web-server apache basta un semplice click!).

Dimenticavo, la macchina utilizzata era un iBook con processore G3 da 366Mhz, 192Mb di RAM, ATI Rage 128 Mobile e Mac OS X 10.1.4″