Un giudice: Napster deve restare off line

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Nessuna possibilità  per Napster di tornare on line se non quando non garantirà  efficienza al 100% del suo sistema di filtraggio delle canzoni. La disposizione, di un giudice americano, potrebbe avere instradato su un binario morto la vicenda del servizio di scambio di canzoni on line

Napster deve restare off line fino a quando non sarà  in grado di certificare che nessuna canzone tra quelle coperte da copyright può essere scaricata usando il suo sistema di ricerca on line. La disposizione arriva dal giudice federale Marilyn Hall Patel, già  protagonista della prima sentenza contro il popolare sistema di scambio on line di files in MP3.

Secondo alcune fonti giornalistiche la sentenza sarabbe giunta nel corso di una seduta privata del tribunale convocata su richiesta da parte della RIAA. La potente associazione dei discografici americani aveva infatti constatato l’inefficienza dei sistemi di filtraggio delle canzoni adottato da Napster chiedendo che il servizio, off line da qualche giorno per cercare di porre rimedio proprio a questi problemi, non venga ripreso fino a quando non ci sarà  l’assoluta garanzia che tutte le canzoni non siano protette contro la pirateria musicale.

Napster ha adottato recentemente un sistema di blocco basato sulle “impronte digitali” della musica, ovvero su un complesso sistema di identificazione che prescinde dal titolo (che può essere facilmente aggirato) e si fonda sul contenuto. Ma la nuova metodologia, applicata fino ad oggi solo in forma sperimentale, deve essere affinata per poter essere usata su larga scala.

Secondo alcune dichiarazioni la RIAA non tollererà  alcuna infrazione alle disposizioni del giudice; per questo il sistema dovrà  essere efficiente non al 99%, ma al 100%. Un traguardo che appare difficile da raggiungere in tempi brevi e che lascia supporre che Napster resterà  off line ancora a lungo.