Un sistema Mac tra i primi tre supercomputer

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Ora è ufficiale: il Big Mac di Virginia Tech, assemblato usando 1000 G5 biprocessore, è il terzo più veloce supercomputer al mondo. Ecco dati e curiosità  di una classifica che segna alcune tappe significative del progresso informatico.

Ora è ufficiale: il supercomputer costruito dall’€™università  di Virginia Tech con 1000 G5 biprocessore è il terzo più veloce del mondo. A confermarlo la classifica ‘€œTop 500’€, la graduatoria che elenca i più potenti cluster e supercomputer dell’€™universo informatico, resa nota nel fine settimana.

La classifica, compilata da Hans Meuer del’€™università  di Mannheim, in Germania; Erich Strohmaier e Horst Simon del NERSC/Lawrence del laboratorio nazionale Berkley e da Jack Dongarra dell’€™università  del Tennessee, colloca il ‘€œBig Mac’€ (come viene famigliarmente chiamato il supercomputer) dietro all’€™inarrivabile Earth Simulator costruito da NEC e collocato nell’€™Earth Simulator di Yokohama, in Giappone che tocca i 35,86 teraflop e ad ASCI Q realizzato per il dipartimento dell’€™energia Americano da HP utilizzando computer AlphaServer SC e che tocca i 13.88 Teraflop.

Big mac non si piazza molto distante dal secondo posto, superando il significativo limite dei 10 teraflop. Il supercomputer di Virginia Tech viene classificato a 10,28 terflop. Da notare che la macchina Apple, che usa interconnessioni Mellanox basata su Infiniband, è però, e di gran lunga, il primatista in fatto di rapporto prezzo prestazioni.

Al quarto posto un sistema Intel, il Tungesten del laboratorio NCSA basato su Pentium Xeon (9,82 teraflop), al quinto un cluster fondato su Itanium2, in uso presso i Pacific Northwest National Laboratory della DOE; al sesto posto, infine, il primo cluster con processori AMD swl Linux Networx al laboratorio nazionale di Los Alamos National.

La lista dei ‘€œTop 500’€ è un ottimo termometro di come stia aumentando in maniera progressiva ed esponenziale la velocità  media dei computer al mondo. Sei mesi fa le prestazioni sommate dei 500 supercomputer era di 375 teraflop, ora è di 528 teraflop. Il più lento dei sistemi era classificato a 245,1 gigaflop ora è di 403,4 gigaflop.

La tipologia dei processori segna una significativa svolta a favore dei processori Intel che sono ora 189 contro i 118 di sei mesi fa, seguiti dai PA-RISC di HP e dai Power di IBM, ma nel totale delle prestazioni delle macchine sommate l’€™una al’€™altra è IBM che domina con il 35,4% della potenza generata, davanti ad HP (22.7) e NEC (8,7%). HP è al primo posto nei sistemi (165 su 500) davanti ad IBM (159) e SGI (41).

Gli USA sono la patria dei supercomputer: non solo 9 dei primi dieci sono installati in America, ma il 57% del totale si trova negli Stati Uniti