Una tassa sulla musica online in arrivo per i canadesi

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Un provvedimento del Copyright Board of Canada, richiesto dalla Society of Composers, Authors and Music Publishers of Canada (SOCAN), obbligherà  all’introduzione di una tassa sulla musica venduta online, sia per singoli brani che per album o abbonamento. Il provvedimento prevede pure la retroattività . Apple e la CRIA si oppongono.

Brutte notizie per i canadesi; presto i cittadini della nazione nordamericana potrebbero vedersi costretti a pagare una tassa sui brani scaricati online. Il provvedimento sarebbe stato approvato dal Copyright Board of Canada, su richiesta della SOCAN, la società  che raccoglie gli autori, i compositori e gli editori di musica canadesi.

Le aliquote dovrebbero essere le seguenti: 2,1% sul singolo brano scaricato, 1,5% per brano su ogni intero album scaricato e fra il 5,7% e il 6,8% sul costo delle sottoscrizioni mensili. Previste quote anche nel caso di abbonamenti più ampi.

A detta della SOCAN tale provvedimento nasce con l’€™intenzione di equilibrare gli introiti persi per via della pirateria. Un decisione molto discutibile, visto che tali imposte potrebbero portare ad un ulteriore aumento del costo delle musica online, aspetto che potrebbe incoraggiare ancor di più il file sharing e il download illegale.

Ancor più discutibile, quasi al limite del ridicolo, la decisione di rendere il provvedimento retroattivo: l’€™applicazione delle tasse interesserà  tutti i brani venduti e gli abbonamenti sottoscritti a partire dal 1 gennaio del 1996.

Ovviamente Apple e la CRIA (l’€™equivalente canadese della RIAA) si oppongono con forza al provvedimento, sia per ragioni economiche (tassare tutti i brani venduti da 1996 in poi significherebbe un notevole esborso per Apple), sia concettuali. Una scelta di questo tipo, più che contrastare la pirateria, la fomenterà .
In ogni caso l’introduzione del provvedimento non ha ancora una decorrenza ben precisa, ma dovrebbe venir implementato gradualmente.