Universal Access di Jaguar: un passo avanti verso i “disabili”

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Apple e’ stata per lungo tempo all’avanguardia per gli ausili presenti a livello di sistema per compensare i deficit sensoriali e motori dei propri utenti.
Con Mac OS X 10.2 cerca di riprendere il vantaggio perduto integrando nuove possibilita’ di interazione.

Dai primi report che ci sono giunti in redazione e dalle presentazioni di Steve Jobs alla WWDC non e’ difficile notare che il pannello di controllo “Accesso Universale” di Mac OS X 10.2 presenta nuovi strumenti, in parte ereditati dai precedenti OS, in parte nuovi.
Le due nuove schermate corrispondono a “Quando uso il computer, ho difficolta’ con”: Vista e Udito.

Per quanto riguarda la Vista esiste una modalita’ Zoom View o Vista Zoom in grado di ingrandire qualsiasi porzione dello schermo al passaggio del mouse con la possibilita’ di scegliere il fattore di ingrandimento, di portare automaticamente il contenuto dello schermo in bianco su nero o nero su bianco.
Manca in questo momento la possibilita’ diretta di lettura del contenuto dello schermo ma questa puo’ essere ottenuta all’interno delle applicazioni utilizzando lo speech.
In ogni caso e’ prevista, con un apposito check box l’attivazione/integrazione con dispositivi ausiliari esterni quali potrebbero essere lettori Braille o applicazioni di terze parti.

Per chi ha problemi di udito c’e’ un apposito pannello di controllo in grado di sostituire qualsiasi messaggio sonoro di allerta con un flash dello schermo o con l’aggiustamento del livello audio del sistema.

Queste possibilita’ possono essere attivate o disattivate con una scorciatoia da tastiera.

Rimangono poi le altre opzioni di gestione della tastiera: e’ stata aggiunta la possibilita’ di gestire una immissione “lenta”, personalizzabile, delle battute con la generazione di un suono tra la pressione del tasto e la sua accettazione.
Per il mouse le opzioni rimango le medesime: vi ricordiamo che e’ comunque possibile anche adesso in qualsiasi momento passare dal controllo del cursore a schermo attraverso il mouse a quello da tastiera con i tasti freccia: questa modalita’ e’ utile non solo per chi ha problemi di accesso ma anche per chi usa un telecomando come il Digital Media Remote di Keyspan o una tastiera ad infrarossi e non vuol servirsi di un Mouse.

Come abbiamo gia’ visto, oltre ai nuovi pannelli di controllo, l’utente con ridotte capacita’ sensoriali puo’ utilizzare altri strumenti del sistema come il controllo vocale, la lettura assistita dal computer e non ultima, la possibilita’ di personalizzare il sistema secondo le proprie esigenze attivando al log una propria “personalita’”: questo permette l’uso di uno stesso Mac da parte di diversi utenti con necessita’ e capacita’ diverse di interazione.

Un ulteriore ausilio potrebbe essere rappresentato dalla tecnologia di riconoscimento della scrittura, Inkwell, soprattutto nei confronti di coloro che hanno difficolta di carattere psicologico o motorio nel rapportarsi alla tastiera visto che Inkwell gestisce l’input con la penna a qualsiasi livello di sistema.

E l’italiano?
Resta da vedere come tutti questi strumenti che possono portare Mac OS X 10.1.2 allo stato dell’arte nell’aiuto a chi e’ svantaggiato nell’utilizzazione del computer saranno “portati” nelle versioni nazionali.
Mentre da un lato e’ facile tradurre comandi e menu, ben piu’ difficile e’ gestire il lato riconoscimento e riproduzione del parlato del sistema: sia in ingresso che in uscita e’ necessario basarsi su fonemi propri di ogni lingua e allo stato attuale Apple ha vocabolari di lettura solamente per la lingua inglese e spagnola/messicana: sistemi vocali in Italiano sono stati proposti in passato da Rigel e piu recentemente molto interesse per la nostra lingua e’ venuto da iListen ma per conoscere il reale interesse di Apple e la fattibilita’ di una internazionalizzazione completa dell’accesso a queste tecnologie ci sara’ da attendere ancora qualche mese.
Resta inoltre da valutare come la tecnologia Inkwell potra’ essere applicata alla nostra lingua: se il riconoscimento della scrittura avviene per intere parole sarebbe sufficiente un “dizionario” simile a quello inglese-americano basato pero’ sulle regole della nostra lingua.