Unsanity aggiorna Mighty Mouse e spiega il mancato update di ShapeShifter

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Rilasciata una versione beta di “Mighty Mouse” per personalizzare il cursore compatibile con Leopard. Unsanity, inoltre, spiega perché non è mai riuscita a rilasciare un aggiornamento per rendere compatibile ShapeShifter (utility per cambiare l’aspetto del sistema con vari “temi grafici”) con Mac OS X Leopard.

Unsanity, la piccola software house nota per la realizzazione di alcune utility di successo tra gli utenti Mac, ha rilasciato una versione beta di “Mighty Mouse” finalmente compatibile con Mac OS X 10.5.x “Leopard”. Il nome del programma è lo stesso del mouse di Apple, ma non ha nulla a che fare con quest’ultimo; questa utility shareware (10$), infatti, permette di personalizzare l’aspetto dei cursori predefiniti Mac OS X (il puntatore del mouse, il cursore di attesa, ecc.) o crearne di nuovi. Si possono creare cursori animati, di qualunque dimensione e importare cursori di terze parti (inclusi i file .ani, cursori animati per Windows). Sul sito del produttore è presente una sezione con una sterminata raccolta di cursori di vario tipo.

Dopo mesi di silenzio, Unsanity spiega anche perché non è mai riuscita a rilasciare ShapeShifter (utilità  per cambiare l’aspetto del sistema con vari “temi”) in una versione compatibile con Mac OS X 10.5.x “Leopard”. A loro dire, Apple ha implementato un rudimentale sistema di skinning interno, una soluzione provvisoria che è il preludio a funzionalità  importanti che saranno svelate in futuro e che impedisce – di fatto – il funzionamento di ShapeShifter.

Con i sistemi operativi della serie precedente Leopard, la personalizzazione dell’aspetto grafico di Mac OS X era fattibile manipolando un file monolitico denominato “Extras.rsrc”, tecnicamente gestito dal Resource Manager, una reminescenza del vecchio Mac OS che permette di includere in un file due sezioni distinte: sezione risorse e sezione dati (in inglese “resource fork” e “data fork”); nella sezione risorse vengono memorizzate le strutture dati necessarie, come per esempio l’icona che il Finder mostra sulla scrivania, le icone di slider, ecc.

In Leopard, la visualizzazione delle icone di sistema e l’aspetto delle finestre si appoggia al framework CoreUI, un sistema complesso che impedisce a ShapeShifter di funzionare nel nuovo sistema operativo a meno di una completa e totale riscrittura del programma. Sul blog di Unsanity sono illustrati i dettagli tecnici del problema e sono indicate soluzioni di terze parti per chi desidera personalizzare l’aspetto del sistema.
[A cura di Mauro Notarianni]