VGS per l’Europa ancora in dubbio

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Prima la versione per Windows, poi una versione per Pal. Dal giorno del via libera del tribunale di San Francisco la strada della Virtual Game Station, il software che consente di emulare su Mac una PlayStation, sembra segnata, almeno sstando a MacWorld UK che pubblica oggi un articolo sull’argomento. Al di là  della versione per il mondo PC, la notizia più interessante per l’Europa è l’accenno ad una versione per il nostro mercato che dovrebbe essere pronta, addirittura, entro sei settimane. Ma le notizie raccolte da Macity non sembrano essere così ottimistiche. Secondo le nostre fonti, infatti, al contrario di quanto riferito dal sito Inglese, la strada non è ancora spianata per il prodotto di Connectix.

Al momento VGS non risulta ancora disponibile né per gli utenti finali nè per i distributori. Evidentemente la società  intende vederci più che chiaro prima di fare passi favorevoli al rendiconto economico ma che potrebbero ritorcersi contro di lei. Nonostante la prima vittoria, come noto, Connectix e Sony non hanno ancora risolto le reciproche pendenze visto che il colosso Giapponese ha presentato un’altra causa contro il produttore di software Mac contestando sempre il rilascio di VGS. Nel caso questa causa dovesse andre in porto e Sony trovare un giudice che le desse ragione la produzione di versioni per altri mercati oltre che quello americano sarebbe certamente un’aggravante che verrebbe monetizzata dalla stessa Sony. Di qui, dopo le prime dichiarazioni, la decisione di rallentare il passo e mantenere ancora un basso profilo e di tenere congelata la produzione e, di conseguenza, le prospettive di nuove versioni internazionali.
Resta, in ogni caso, inconfutabile la volontà  da parte di Connectix di sfruttare a fonto le potenzialità  di un prodotto tanto interessante come VGS e tra queste ci sono sia versioni per Windows che versioni per il mercato Europeo. Lo stesso CEO di Connectix, nelle ore immediatamente successive all’assoluzione per la prima causa, lo aveva dichiarato esplicitamente: “Una versione per il mercato dei paesi europei sarà  il primo obbiettivo”. Notizie di stampa davano i legali della società  al lavoro con studi legali del vecchio continente per pianificare il rilascio di versioni localizzate o, perlomeno, in grado di riprodurre giochi Europei con sistemi operativi diversi da quello americano.
Al momento, invece, a quasi un mese di distanza dalla sentenza, ancora nulla.
Per gli appassionati di giochi non resta che attendere nella speranza che l’evoluzione delle vicende legali finisca per dare ragione definitivamente a Connectix o che, magari, il rilascio di PSX2, che renderà  obsoleto il caso, non convinca Sony a mollare la presa. Il sospetto, però, è che la società  giapponese sia intenzionata a portare il caso fino in fondo, per non creare un pericoloso (per il suo controllo sulla piattaforma) precedente.