Video amatoriali e Computer: Dvorak sbaglia

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A Dvorak non piace iMovie e ritiene destinato al fallimento il progetto di fare del computer il partner ideale del videoamatore. “Bisogna perdere troppo tempo – diceva qualche giorno fa l’opinionista informatico in un articoo per PC Week, citato anche da Macity – e alla gente non piace perdere tempo. E poi i costi sono troppo alti”. Come sempre, quando si cita Dvorak la nostra redazione è stata inondata da mail che per smentire l’anziano brontolone dei chip, spaziano dalle argomentazioni tecniche all’insulto. Tra gli altri citiamo quello che ci ha spedito il nostro amico Giacomo Toriano che, avendo operato nel settore professionale del montaggio, ha qualche buon argomento per contraddire l’articolo di PC Week

Le considerazioni di Dvorak sono al limite tra l’ignoranza e la malafede (perdonate l’eccesso).
Ho lavorato in televisione (Raiuno) per sei anni, occupandomi anche del montaggio. Ho potuto quindi prendere coscienza delle procedure di lavoro e degli standard del Broadcast. E’ proprio per questo che che prodotti come G4 o Final Cut Pro mi appaiono rivoluzionari!
Si possono utilizzare le stesse procedure, lo stesso know-how, pur non disponendo di attrezzature miliardarie.
Ci vuole troppo tempo? Soltanto se si ha un progetto chiaro, ovvero si
conosce il linguaggio cinematografico. Chi lo conosce impiega tempo
perche’ insegue un risultato ottimale, chi non lo conosce si accontenta… e si sbriga in poco tempo! In entrambi i casi l’importante é ognuno abbia la sensazione di avere tra le mani uno strumento adatto e funzionale.
La qualita’? Credo sia soprattutto una questione di altre cose: fotografia, regia, e competenze professionali di diverso tipo. Date uno studio broadcast in mano ad un dilettante e avrete un prodotto dilettantistico. Date una telecamera digitale in mano, diciamo, a Wim Wenders e avrete “Buena Vista Social Club”.
Forse Dvorak e’ troppo omologato alle tecnocrazie della comunicazione per rendersene conto.
Aspetto di “frequentare” Final Cut per verificare che altro non sia che Avid Media Composer alla portata di (quasi) tutti. Credo che il vero problema sia ancora il costo delle attrezzature: risibile se confrontato al settore professionale, elevato se pensiamo al singolo “videomaker” a corto di soldi o padre di famiglia