Virtualizzazione: la nuova frontiera del Personal Computing

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Finalmente il software al servizio di un hardware comune: questo è il sogno della virtualizzazione, più OS diversi tutti sulla stessa macchina, lasciando all’utente il compito di sfruttare i vantaggi di ognuno.

Volendo usare una colorita espressione, tanto cara ai giornalisti americani, potremmo scrivere che: “alla fine l’inferno si è gelato” e Windows adesso gira anche sui Mac.
Della complessa procedura di manipolazione del proprio disco rigido, il quale va preventivamente formattato e bi-partizionato, per avere i due OS rigidamente separati, abbiamo già  parlato qualche giorno addietro; ma per quanto funzionante, questa procedura infligge un duro colpo al processo produttivo quotidiano.

Nell’utilizzo attuale del computer il multitasking non solo è richiesto alla macchina, ma l’utente stesso si è adattato a svolgere più operazioni contemporaneamente. Il motivo di ricercare una compatibilità  temporanea con strumenti prettamente Windows, ad esempio, può essere dato da quelle soluzioni di banking-online che necessitano solo del più recente Explorer.
Naturalmente diviene impensabile chiudere tutti i programmi in esecuzione contemporaneamente sul lato Mac, salvando via via i punti in cui ci si trova, riavviare, aprire, agire, richiudere e riavviare daccapo con il Mac OS X.

Seguendo, quindi, il premiante concetto capitalista della remunerazione monetaria, anche il sito Runxponmac organizza un concorso analogo a quel contest che ha spinto all’installazione di Windows XP sui Mac con Intel per mezzo del dual boot.
Anche in questo caso sono state fissate delle regole chiare in modo da evitare trucchi informatici illeciti che snaturerebbero la competizione. Di conseguenza l’emulazione del processore non è consentita (per quello ci sono già  soluzioni come QEMU, Bochs o il commerciale WinTel), la velocità  del Windows virtualizzato non dovrà  discostarsi significativamente dalle prestazioni originali di un “vero” OS installato su un normale PC e dovranno essere supportate al minimo una porta USB, il lettore CD-ROM, l’interfaccia TCP/IP per il network, 1 GB di RAM dedicata per Windows ed in ultimo una risoluzione di schermo di almeno 1024 x 768 pixel.

In realtà , nelle pagine del sito, si caldeggia già  un possibile vincitore riferendosi all’emulatore Q, che per quanto distante dal concetto originario espresso dalle regole del contest è sempre meglio di niente.
Al momento la cifra in palio si aggira intorno ai mille dollari e la scadenza del concorso è stata fissata per il 27 giugno 2006. Chi fosse interessato, e riteniamo che siano in molti, può partecipare alla competizione in due modi: sia attivamente, con l’ideazione di una soluzione software per risolvere il problema, sia contribuendo ad accrescere la cifra in palio con una donazione al montepremi finale.