Vittime dell’Olocausto attaccano iMussolini e Apple

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iMussolini, l’applicazione che contiene i discorsi del Duce e che è attualmente al primo posto nella classifica di vendita delle applicazioni di App Store, finisce nel mirino dell’associazione americana delle vittime dell’olocausto: “Un insulto alla memoria di ebrei e non ebrei”. Apple, che promette di rimuovere il profluvio di proclami a commento del programma, accusata di rispondere solo alle leggi del mercato.

iMussolini continua a fare parlare di sé, anzi l’applicazione contenente alcuni discorsi di Benito Mussolini apparsa alcuni giorni fa su App Store e attualmente al primo posto nelle vendite del negozio di Apple, finisce sulle pagine di tutti i giornali a livello mondiale e nel corso delle ultime ore si guadagna anche l’attenzione di un’associazione dei sopravvissuti all’Olocausto che attacca, proprio a causa di iMussolini, anche Apple, accusata di curarsi solo dell’aspetto economico della sua attività 

“iMussolini – scrive in una nota distribuita alle agenzie di stampa tra cui AFP, Elan Steinberg, vice presidente della American Gathering of Holocaust Survivors and their Descendants – è un vero insulto alla memoria delle vittime del fascismo e del nazismo, ebree e non ebree, e dovrebbe essere condannato per le sue offese alla decenza e alla realtà  dei fatti”. Nel mirino di Steinberg oltre che Luigi Marino, lo sviluppatore che ha creato iMussolini, anche Apple. L’approvazione dell’applicazione, dice il rappresentante delle vittime della Shoà , è “un atto sconsiderato, la resa alle logica più bieca del mercato”, facendo riferimento, evidentemente, alla presunta esclusiva attenzione al profitto che si ricava da un programma che vende un migliaio di copie al giorno.

iMussolini (sottotitolo: L’uomo che ha cambiato la storia italiana) è da alcuni giorni al centro di una serie di articoli di stampa anche italiana più che per il contenuto, fatto sostanzialmente di documenti storici, tra cui 100 discorsi del Duce e contributi audio e video, non commentati, per quel che sta accadendo su App Store nella sezione dei commenti. La pubblicazione dell’applicazione ha scatenato un vero e proprio profluvio di proclami delle due parti, favorevoli e contrari al dogma fascista, che poco o nulla hanno a che fare con il programma in sé, quanto con il credo politico di coloro che li pubblicano. Innumerevoli i messaggi che contengono insulti e pensieri assai poco articolati.

Apple sembra essere stata sorpresa dagli eventi, ma ora, sotto pressione, annuncia di voler rimuovere i post che non sono inerenti l’applicazione cercando così di riparare ai danni prodotti non solo dalla controversa tematica ma anche da una acritica approvazione di decine e decine di messaggi che non contribuiscono alla dignità  del servizio.

Marino nel testo che illustra l’applicazione sembra essersi reso conto della situazione e invita a sospendere la battaglia verbale. Lo sviluppatore precisa anche che l’applicazione non è stata scritta per inneggiare al fascismo (che avrebbe segnato, nelle parole dello stesso Martino “una pagina triste della nostra storia, un periodo contrassegnato dalle luci e dalle ombre del regime”) ma come documento. Nel frattempo annuncia anche che a breve uscirà  una nuova versione con contenuti aggiornati “tra cui tutte le opere del fascismo!”.

iMussolini non è la prima applicazione legata al periodo storico della seconda guerra mondiale e alle figure controverse che l’hanno segnata a sbarcare su App Store. Lo scorso autunno Ricardo Reyes, sviluppatore che si occupa di eBook, aveva pubblicato Mi Lucha, la versione in spagnolo di Mein Kampf di Adolf Hitler. Anche in quel caso l’autore aveva precisato che si trattava di un documento storico e che non esisteva alcun intento apologetico, portando a dimostrazione la corposa serie di libri in formato eBook da lui pubblicati e spazianti in vari campi. Apple però aveva immediatamente rimosso l’applicazione che pure era arrivata in pochi giorni molto in alto nelle vendite dell’App Store spagnolo; per iMussolini lo sviluppatore avrebbe ricevuto garanzia diretta dai responsabili dello store che il programma resterà , invece, in vendita.