Voto elettronico, cosa succede quando il computer sbaglia?

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Negli Usa è tempo di elezioni generali, anche se nel 2002 ci sono state varie elezioni a livello statale. Nel Nord Carolina, che ha utilizzato sistemi di voto elettronico analoghi a quell in sperimentazione anche in Europa Italia compresa, si sono accorti che mettere tutto nelle mani del computer può creare qualche piccolo problema…

Election System & Software ha realizzato iVotronic, un sistema basato su computer, reti e una periferica di input con schermo touch screen (simile a quello dei bankomat o dei display di alcuni supermercati) per permettere alle persone di votare in modo più veloce e semplificare il problema della verifica delle schede elettorali.

Si tratta di uno dei temi che da anni vengono studiati per trasformare uno dei momenti fondamentali dell’esercizio del potere in democrazia da parte del corpo elettorale, cioè i cittadini, che secondo la Costituzione italiana sono, ad esempio, un organo costituzionale fondante la forma di Stato del nostro Paese.

Ma cosa succede quando ci si mette in mano alla tecnologia per una attività  così critica nella vita di un Paese? Orwell parlava di Grande Fratello nel suo stracitato (spesso a sproposito) 1984, e lo stesso tema è stato toccato anche da molti altri autori di fantascienza e scrittori che intravedevano un futuro in cui le macchine possono prendere il controllo del mondo.

Il rischio reale, come si sono accorti gli elettori/utenti del Nord Carolina durante le scorse votazioni del 2002, per il rinnovo dei rappresentanti locali dello Stato, è quello ben più banale e pernicioso di un malfunzionamento del sistema.

In pratica, segnala la Bibbia della New Economy, Wired, sei macchine elettorali utilizzate in due contee di quello stato hanno “perduto” per strada 436 voti durante i ballottaggi. Voti pesanti dunque, che gettano anche un’ombra, viste le polemiche anche giudiziarie durante le scorse presidenziali tra Bush e Gore, circa l’impiego dello stesso sistema su larga scala per le prossime elezioni.

Da anni gli Stati Uniti, che per tradizione della tecnologia hanno un uso laico e ben più diffuso che non nel Vecchio continente, fanno esperimenti dal vivo con sistemi di voto o di conteggio dei voti meccanizzati oppure elettronici. Le prossime presidenziali dovrebbero essere il terreno per la prima adozione su larga scala, lasciata all’autonomia dei singoli stati della federazione, di differenti soluzioni di voto elettronico. Sempre che le macchine funzionino e non si perdano i voti per la strada, visto che poi risulta anche molto difficile, come segnala Wired, far ammettere ai produttori della tecnologia che forse hanno commesso uno sbaglio mandando alla Casa Bianca il candidato sbagliato…