WMP copiato? Un giudice indaga e chiede a Microsoft le e-mail

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Le accuse della piccola Burst.com a Microsoft di avere copiato parte di Windows Media Player continuano. Un giudice ordina il reperimento delle copie dei messaggi di posta elettronica che Redmond sostiene di avere perso

Microsoft dovrà  recuperare tutti i mail cancellati e consegnarli al tribunale che potrà  così verificare se le accuse rivolte al colosso di Redmond di avere copiato parte delle tecnologie di Windows Media Players sono fondate.

L’ordine, che rappresenta un prima anche se parziale vittoria per la piccola società  Burst.com che ha intentato causa a Microsoft sostenendo che parte del codice di WMP deriva da tecnologie di sua proprietà .

La vicenda, come già  accennato da Macity alcuni giorni fa, avrebbe preso le mosse diverso tempo fa quando tra Burst.com e Microsoft esisteva un patto di collaborazione sulla ricerca nel campo dello streaming dei media. L’accoro è poi stato rotto da Microsoft che perso interesse per il patto con Burst.com ha sviluppato in proprio un sistema incorporato in Windows Media Player usando però, questa l’accusa, tecnologie derivanti da brevetti della stessa Burst.com.

A comprova di queste affermazione la piccola società  americana ha chiesto che l’utilizzo nel corso del processo dell’archivio di mail di Microsoft che conterrebbero prove inequivocabili in merito. Microsoft avrebbe però risposto di avere cancellato quella corrispondenza e di non essere in grado di offrire alcuna assistenza alla corte. Una scusa non plausibile secondo Burst.com che ha chiesto che il giudice ordini la ricerca della posta negli archivi, con la convinzione che da qualche parte i messaggi siano stati per forza archiviati.

Una posizione che pare essere stata condivisa dal giudice Motz (che ha avuto già  a che fare con alcuni casi Microsoft anche inerenti l’esercizio illegale di monopolio) che ha ora chiesto esplicitamente la posta di sei manager di Windows Media Player: Will Friedman, David Duvall, Will Pool, Bill Shefelbein, Mike Beckerman e Tony Bawcutt.

Microsoft ribadisce che sarà  quasi impossibile trovare la posta e che, in ogni caso, la documentazione in possesso delle parti dovrebbe già  essere più che sufficiente a dimostrare che Windows Media Player non è frutto di tecnologie copiate ma del lavoro di ricerca dei laboratori di Redmond.