WSJ: lo stop di iPad su Amazon Cina è chiesto da Apple

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Apple ha richiesto lo stop delle vendite di iPad su Amazon Cina perché il colosso dell’e-commerce non è un rivenditore autorizzato. Secondo il The Wall Street Journal la rimozione di iPad da Amazon.cn non ha nulla a che fare con la battaglia legale Apple-Proview. In Hong Kong la situazione è completamente diversa: il tribunale ha definito le manovre di Proview un complotto per danneggiare Apple fin dallo scorso mese di luglio.

Lo stop alle vendite di iPad sul portale cinese di Amazon, avvenuto su esplicita richiesta di Apple, non ha nulla a che fare con la battaglia legale Apple-Proview. Cupertino ha richiesto la rimozione del tablet da Amazon.cn perché il rivenditore online non è un rivenditore autorizzato Apple. La precisazione arriva dal prestigioso The Wall Street Journal a poche ore dal blocco delle vendite online su Amazon, inizialmente associato all’intensificarsi della battaglia legale in corso tra la Mela e Proview, società che sostiene di possedere ancora i diritti per l’uso del nome iPad, nome e marchio che Proview depositò fin dal 2000.

La proprietà del nome iPad fu acquisita da Apple con un accordo con Proview siglato nel dicembre del 2009. La testata finanziaria statunitense offre anche alcuni importanti retroscena finora non pubblicati sulla vicenda. Per esempio solo ora si scopre che mentre in Cina Proview ha ottenuto sentenze a suo favore nei tribunali, in Hong Kong la situazione è completamente ribaltata. Nello scorso mese di luglio infatti il tribunale speciale ha emesso una sentenza completamente favorevole per la Mela. In questo caso il giudice ha definito l’operazione di Proview e delle sue controllate un “complotto” mirato a “danneggiare Apple violando un accordo sul nome iPad”. Secondo i documenti emessi dalla corte di Hong Kong Apple ha acquisito i diritti del nome iPad da Proview tramite la controllata IP Application Development Ltd nel dicembre 2009. Successivamente al lancio del tablet Proview non ha rispettato gli accordi presi con Apple perché non ha riassegnato il nome iPad ad Apple per la Cina, richiedendo invece 10 milioni di dollari per l’uso del nome. In definitiva la sentenza giudica fondamentale che Cupertino ottenga l’uso del nome iPad: “E’ pertanto importante che Apple sia in grado di ottenere i marchi di fabbrica in Cina”.

Anche se Hong Kong rappresenta una realtà amministrativa speciale e autonoma all’interno della Cina, la precedente sentenza e anche il parere del tribunale rappresentano un precedente molto importante per il caso Apple-Proview in Cina. Alla luce della sentenza di Hong Kong risulta anche più chiara la strategia finora adottata da Apple: nonostante i blocchi delle vendite, i sequestri di alcuni iPad nei negozi e le minacce di un blocco totale dell’importazione e dell’esportazione, Apple Cina e Cupertino hanno sempre rilasciato comunicati in cui si dichiara che il nome iPad è stato legalmente acquistato a livello mondiale, anche per la Cina da Proview.
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