Wired: Mac OS X, interfaccia blindata

di |
logomacitynet696wide

Da sistema operativo aperto alla customizzazione più sfrenata, a OS con interfaccia blindata. Wired ripercorre le modifiche apportate a Mac OS X che ne impediscono la personalizzazione attraverso software dedicati

Prima dell’avvento di Mac OS X, era relativamente semplice modificare o integrare le funzioni del sistema operativo di Apple, ma adesso le cose sono cambiate.

Un interessante articolo di Wired percorre le tappe di questa radicale modifica di attitudine nei confronti della interfaccia umana.

Il ritorno di Steve Jobs in Apple ha portato alla cancellazione del Appearance Manager, un pannello di controllo che avrebbe permesso la applicazione di differenti “temi” alla interfaccia del Mac OS, e ha chiuso la documentazione delle API (Application Program Interfaces) che permettono agli sviluppatori di interagire col System.

Il risultato è che Mac OS, un tempo assolutamente all’avanguardia in materia di personalizzazione della interfaccia (pensiamo solo a Kaleidoscope, forse l’iniziatore della moda delle “skins”) è diventato praticamente inattaccabile da qualsiasi modifica funzionale.

In realtà  gli sviluppatori indipendenti sono riusciti a ricostruire il funzionamento di molte delle API di OS X, ma con grande dispendio di energie, e praticamente ogni update di Apple al suo OS rischia di rendere malfunzionanti le utility delle terze parti.

Oltretutto la stessa licenza di uso di OS X proibirebbe modifiche alla interfaccia.

“E’ la fine di una era – dice Greg Landweber, sviluppatore di Kaleidoscope – col vecchio Mac potevi cambiare facilmente praticamente qualsiasi cosa. Adesso non puoi cambiare il funzionamento, ma solo l’estetica”.

Naturalmente non si tratta solo di una fissazione di Jobs, questo ostracismo ha dei motivi: uno è la stabilità . Le versioni precedenti del Mac OS spesso erano rese instabili dalle estensioni che ne modificavano il comportamento,
e Apple vuole mantenere solido X.

L’altro motivo è prettamente di marketing: il look&feel di Aqua è un brand riconoscibile che Apple vuole evidentemente mantenere incontaminato.

Il vero problema è che i “tweak” della interfaccia non erano solo cosmetici, ma rispondevano a precisi bisogni degli utenti e portavano innovazione: i menu gerarchici, i miglioramenti alle finestre di dialogo di apertura e chiusura e alle scroll bar eccetera.

E Apple prendeva le idee migliori e le aggiungeva al Mac OS; il risultato era un sistema operativo flessibile e rispondente alle necessità  degli utenti.

Secondo Lloyd Wood, uno storico delle interfacce, Apple non ha la forza di inserire da subito tutte le piccole migliorie, i dettagli che rendono migliore la vita; si tratterebbe di un lavoro che può essere svolto con profitto solo da piccoli sviluppatori.
[A cura di Marco Centofanti]