Wolfram Alpha, così tutto cambierà  nel mondo delle ricerche su Internet

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Si chiama Worlfram Alpha e si propone come la nuova rivoluzione nel campo dei motori di ricerca, ma è anche molto di più. L’ultima creazione di Stephen Wolfram, che sta scuotendo la Silicon Valley e generando ipotesi sul frutto del lavoro del genio dietro a Mathematica

Forse non sarà  il prossimo Anti-Google, ma ci si potrebbe avvicinare. Wolfram Alpha è un motore di ricerca e stanno emergendo in queste ore i dettagli su quali saranno le sue capacità  e, soprattutto, quando si potrà  finalmente vedere all’opera. Perché su Internet e in tutta la Silicon Valley l’ultimo lavoro dell’eccentrico scienziato ed imprenditore sta destando interesse e curiosità .

Il prossimo 18 maggio questa curiosità  verrà  saziata: con Wolfram Alpha non sarà  possibile cercare film, libri occasioni o video virali, come invece si fa con gli altri motori di ricerca. Sarà  invece una aggiunta per il browser (non è ancora chiaro quale o quali saranno compatibili) e permetterà  di fare ricerche utilizzando un linguaggio naturale, come quello che state leggendo in questo momento.

La rivoluzione di Wolfram Alpha è pensata e realizzata da quel genio della programmazione che risponde al nome di Stephen Wolfram, che ha rivoluzionato il mondo della scienza con Mathematica, il più famoso e popolare software computazionale al mondo più volte citato anche nei Macword da Steve Jobs.

Da quanto si è appreso Wolfram non può solo rispondere a domande poste in lingua “normale”, ma addirittura organizza le ricerche come farebbe una persona anziché una macchina: creando un piccolo dossier con i dati e le cose rilevanti sull’argomento, compilato in tempo reale. Secondo Pc World, che cita Wired, è come avere a propria disposizione una squadra di matematici di Cambridge e una di analisti della Cia che lavorano insieme nel vostro browser.

Sarà  il primo, anche se vari altri motori di ricerca hanno provato in passato a fare lo stesso (Powerset, adesso di Microsoft, Ask, lo stesso Google) e forse il migliore nel riuscire a rispondere a domande poste in lingua corrente. Per adesso solo in inglese, con la modalità  di un “work in progress” che, dice Wolfram, non sarà  mai portato a termine perché alla perfezione si può solo tendere. Dal prossimo 18 maggio, allora, vale la pena andare a dare un’occhiata al suo sito per vedere che cosa ne esce fuori