Xserve, prime impressioni

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Cominciano a comparire su Internet le prime impressioni d’uso di Xserve. Alcune interessanti novità  ci lasciano intravedere caratteristiche non note delle macchine di Apple per le reti

Apple ha iniziato le consegne dei primi esemplari del suo nuovo Xserve, che, è facile immaginarlo, sarà  una delle star dell’ormai prossimo MacWorld Expo.

La diffusione al pubblico delle prime macchine sta però già  da oggi consentendo di cogliere alcuni aspetti non immediatamente noti del nuovo hardware di Cupertino

Le prime impressioni “pescate” su Internet (particolarmente ricca la la serie di interventi pubblicati da MacInTouch), pur non rivelando segreti mirabolanti, sono comunque interessanti e possono forse aiutare a gettare qualche spiraglio di luce sulle macchine che dovrebbero essere presentate all’Expo di New York.

Intanto, nella documentazione tecnica è menzionata la possibilità  di richiedere, in opzione built-to-order, il sistema operativo MacOS X versione non server, ma questa scelta al momento non è attiva sull’Apple Store.

MacOS X Server è però necessario per effettuare l’headless boot, cioè l’avvio senza un monitor direttamente collegato.

Xserve è poi privo di uscita audio, ma sarebbe in compenso, stando ai primi commenti, assai rumoroso (la macchina Apple più rumorosa di tutti i tempi, per alcuni); inoltre, alcuni esemplari sarebbero stati consegnati con una ventola difettosa.

Una delle sorprese più interessanti, ma anche tutta da verificare, è che Xserve non effettuerebbe il boot da un CD di MacOS 9.1.

Se questa caratteristica fosse da riferire alla scheda madre si potrebbe supporre che, come sostengono alcune voci, il prossimo rilascio di macchine implicherà  proprio l’abbandono della versione “classic” come sistema operativo nativo, lasciando spazio alla possibilità  di far girare le vecchie applicazioni solo in emulazione.

Altri sostengono invece che per Apple potrebbe essere ancora prematura fare una scelta tanto radicale, visto che molti suoi utenti (specie alcuni utenti professionali) potrebbero rifiutarsi di acquistare macchine che non sono in grado di gestire applicazioni che non hanno ancora un corrispettivo per Mac OS X oppure obbligarli a costosissimi upgrading.

Ancora meno probabile appare l’impossibilità  a supportare Classic sotto MacOS 10.1 in macchine Pro o consumer. Questa particolarità , che potrebbe anche essere accettabile in una macchina server, potrebbe costituire una seria menomazione se applicata su macchine destinate al mercato della grafica e casalingo.

[A cura di Marco Centofanti]