Yankowsky lascia Palm

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Palm cambia. Via il CEO Yankowsky il potere affidato ad un esecutivo con a capo Eric Benhamou in attesa di un nuovo amministratore delegato. La separazione del settore software da quello hardware a gennaio.

Alla fine Yankowsky lascia. Il CEO di Palm, il maggiore ma anche il più travagliato, dei produttori di palmari ha annunciato ieri di avere deciso di abbandonare il posto di CEO. “La separazione del settore software da quello hardware – ha detto dando l’annuncio – è orami cosa fatta. Il mio ruolo ora è cambiato e non risponde più alle mie aspettative”
Al posto di Yankowsky Palm ha nominato Eric Benhamou come amministratore delegato in attesa di trovare un nuovo CEO. Benhamou sarà  alla guida di una sorta di “consiglio dei saggi”, un gruppo esecutivo composto dal responsabile del settore del sistema operativo David Nagel, dal COO Todd Bradley e dal responsabile del settore finanziario Judy Bruner.
“Bisogna raddoppiare i nostri sforzi – ha detto il nuovo amministratore delegato. La fiducia dei consumatori è intaccata dagli attacchi terroristici.”
Il nuovo amministratore dovrà  anche guidare la delicata fase della separazione del settore hardware da quello software che dovrebbe avvenire entro il prossimo anno come ha detto lo stesso Benhamou. Le procedure prevedono la creazione di una nuova società  che si occuperà  solo di OS e che sarà  una realtà  distinta e debutterà  a Wall Street con un suo simbolo oltre che avere un nuovo consiglio di amministrazione. “Ora per Palm è tempo di focalizzare la sua attenzione sul settore hardware e trovare un amministratore delegato che si possa concentrare su questo aspetto, ha detto ancora Benhamou. L’incarico nella nuova società  che si occuperà  del software potrebbe andare a David Nagel.
Ricordiamo che Yankowsky, che ricopriva l’incarico di amministratore delegato fin dal giorno della costituzione della società  come entità  autonoma, quando Palm si separò da 3Com; da alloa dopo un debutto folgorante in borsa durato però pochi mesi, per Palm sono cominciati i guai sotto forma di una precipitosa discesa dei titoli azionari che ha fatto seguito ad una profonda crisi sul mercato. Il rallentamento delle vendite ha determinato ad un incremento dei magazzini che a sua volta ha forzato la società  a sconti corposi sui modelli presenti nei canali per liquidare le scorte. Operazione riuscita solo parzialmente visto che alcuni dei prodotti più recenti, con un appeal in fatto di contenuti tecnologici solo leggermente superiore ai loro predecessori, finivano a loro volta per intasare i magazzini. Dopo numerosi sforzi e alcuni trimestri fiscali davvero molto negativi ora la situazione pare essersi stabilizzata ma dire quando la società  di Santa Clara tornerà  in positivo è impresa ardua.
Palm è impresa molto vicina ad Apple, non fosse altro per il grande numero di managers che vengono da Cupertino.
Steve Manser, un veterano di Apple ora dirige il “Solution Group”, ovvero la produzione dei palmari, in questa divisione ritrova un altro uomo ex-Apple: Ken Wirt, il supervisore del progetto Newton.
Lo stesso David Nagel era vice presidente del settore ricerca e sviluppo di Apple mentre Steve Sakoman, che siede nel consiglio, era direttore dello sviluppo CPU di Apple, poi membro del team Newton e successivamente fece parte di Be.