Yo-Yo al Nasdaq

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“Record Yo-Yo al Nasdaq”. Spiega benissimo il titolo di Wired la giornata di ieri sul listino dei titoli tecnologici della Borsa di New York: prima in positivo di due punti, poi in negativo di 14, alla fine chiusura con un tuttosommato accettabile -2%. Una situazione di estrema volatilità  che non ha riscontri nel passato recente e che ha le sue radici, più che nella sentenza contro Microsoft, nella crescita esplosiva dei titoli della Net Economy che hanno raggiunto valori davvero troppo elevati e in qualche caso addirittura sicuramente sproporzionati rispetto alle loro reali potenzialità  anche in un futuro lontanissimo. Sul Nasdaq sono infatti presenti titoli di piccole e medie aziende con bilanci in rosso o con guadagni scarsi da diversi trimestri che anche dopo lo storno del listino (sceso da quota 5000 a poco più di quota 4000, perdendo qualche cosa come più del 20% in una decina di giorni) valgono più di quanto non siano quotati colossi colossi consolidati da decenni di vita sul mercato, come ad esempio la stessa Apple. E a proposito della società  di Cupertino la giornata di ieri non è stata positiva visto che si è chiusa con un -4,50, ma certo è andata meglio di quanto non ci attendesse dopo l’inizio a -10%. Ha perso ancora anche Microsoft, la cui condanna ha fatto intendere qualcuno forse non molto ingenuamente, sarebbe stata alla base del crollo di ieri. I titoli della società  di Redmond sono stati quotati del 2,54% in meno dopo che lunedì erano già  scesi del 13% bruciando un centinaio di migliaia di miliardi in poche ore.