ZDNet USA e ZDNet Italia per noi non uguali sono

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ZDNet Italia la scorsa settimana ha presentato sul suo sito la traduzione di ben due differenti articoli sul Mac comparsi il giorno precedente sulle pagine dell’ottima edizione americana della rivista on line. Il primo era una riflessione su Darwin 1.0 , già  citato da queste pagine, il secondo un corsivo di Tony Smith , direttore di The Register che spesso collabora con ZDNet, sui possibili riflessi su Apple di un altrettanto possibile smembramento di Microsoft. Avremmo voluto consigliarne, come approfondimento di quanto si legge sulle nostre pagine, la lettura ai nostri amici che non capiscono bene l’inglese, ma dopo averli messo a confronto con gli originali avanziamo questo consiglio con enorme cautela.

I due testi sono infatti, purtroppo, stati letteralmente devastati dalla traduzione. Al di là  della dubbia traduzione di alcune frasi che, nello sforzo di restare fedeli alla lettera finiscono per portare lontani dal senso, la pecca più grave è nel fatto che non si tratta per nulla di traduzioni integrali ma di sintesi, per giunta attuate con criteri discutibilissimi.
L’interessante corsivo di Smith, ad esempio, è stato mutilato in alcune parti essenziali come ad esempio nel finale dove l’autore riflette sulla possibilità  di una componente “Aqua” per Windows, nel caso Microsoft perdesse parte del controllo sul suo sistema operativo “componentizzandolo”.
Ancora peggio è andata all’articolo di Stephan Somogyi su Darwin. Qui, forse per la mancanza di competenza da parte del traduttore su alcuni dettagli tecnici di cui il testo è infarcito (il kit I/0, input/output, viene tradotto in Iokit), l’autore ci fa la figura del dislessico. Si tratta infatti di una collezione di frasi di poche parole, la maggior parte delle quali slegate l’una dall’altra, a volte caratterizzate da bislacche traduzioni di termini tecnici che non andrebbero tradotti, altre da termini non tradotti (solo gli americani usano chiamare la serie G3 “G3s”) o tradotti nella maniera sbagliata (David Gatwood non crediamo si possa definire il “gestore” di MKLinux…). In più, anche in questo caso, mancano riflessioni e considerazioni importanti come quella, a nostro giudizio rilevante in cui l’autore sostiene che tutte le modifiche apportate dalla comunità  Open Source non si vedranno che molto avanti, dopo il rilascio di MacOs X.
Non sappiamo se anche altri articoli su altri argomenti abbiano subito un uguale trattamento, sinceramente speriamo di no. Ma se così fosse sarebbe davvero spiacevole rilevare che le interessanti considerazioni di ZDNet.com sul mondo dell’informatica, siano così maldestramente riversate sul mercato italiano che ha bisogno di tempestività  ma anche di fedeltà  al pensiero e alle considerazioni degli autori.