ZDTV, web o tv?

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Per i pochi americani che la ricevono e’ un canale tecnologico della tv via cavo, per il resto del mondo e’ un importante sito di notizie ufficiali, quali commistioni esistono tra tv e web e quali difficili scelte per i suoi managers?

ZDTV e’ l’unica cable tv che parla 24/7 di tecnologia ma per chi non e’ americano e non puo’ “godere” della tv via cavo, e’ un importante risorsa di notizie tecnologiche sul web. In gennaio ZDTV si e’ stata svenduta dalla decaduta casa editrice Ziff Davis (editrice, anni fa, del fu MacUser americano, poi fusosi con Macworld), recentemente comperata da C-Net, per essere ceduta al co fondatore della Microsoft, Paul Hallen, per la bella cifra di 320 milioni di dollari e parcheggiata sotto l’ala protettiva della Vulcan Ventures.

Ora ZDTV diventa, piu’ esplicitamente, techtv e, per bocca del suo CEO Larry Wangberg, “non potra’ non capirsi l’argomento che tratteremo”; negli studi di San Francisco verranno prodotti il 50% in piu’ dei programmi finora esciti da quegli studios.

Contrariamente al frequentato sito web di ZDTV (750.000 hit al mese), il canale televisivo non e’ particolarmente diffuso anche perche’ spesso viene inserito, dagli operatori via cavo, nel gruppo di quelli distribuiti esclusivamente in digitale e, ancora, pochi americani hanno la dotazione necessaria per accedervi. Solo nel prossimo settembre grosse fondamentali metropoli come San francisco e New York potranno ricevere techtv grazie ai maggiori carrier delle loro zone, rispettivamente AT&T Digital Cable (ex TCI) e TimeWarner Digital Cable.

Paul Allen, casualmente, possiede anche un carrier di cable tv (il quarto per importanza negli states) che certamente aiutera a diffonder il canale nel resto degli USA, la Charter Communications.

Sara’ che per ZDTV non e’ calcolato l’ascolto televisivo dalla Nielsen Media Research (la nostra Auditel, anche se di dimensioni e credibilita’ all’ennesima potenza), ma si mormora che e’ meglio cosi’ perche’ le percentuali sarebbero minime, cosi’ piccole da far scappare tutti gli inserzionisti, finora convinti dai vertici di ZDTV, che a loro raccontano di avere gli stessi numeri che hanno sul web.

Paul Allen spera che questo cambio di pelle a ZDTV porti maggiore diffusiona alla techtv (si aspetta 23 milioni entro l’anno) perche’, pur essendo il terzo uomo piu’ ricco del globo, non potra’ finanziare all’infinito questa societa’ dalla doppia personalita’ (on-line e on-air, o meglio on-cable).