CES 2016 WiFithing, l’Internet delle cose a prova di umani

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WiFithing

Al Consumer Electronics Show di Las Vegas una startup britannica propone una piattaforma hardware e software open per l’IoT denominata WiFithing. Tra le peculiarità della piattaforma la possibilità di controllare dispositivi sia tramite WiFi sia con la banda detta ISM (Industrial, Scientific and Medical).

WiFithing è una piattaforma per l’Internet delle Cose che ha la peculiarità di essere utilizzabile partendo da semplici procedure web con le quali possibile controllare e monitorare dispositivi da smartphone e computer, da qualsiasi parte del mondo. La piattaforma prevede tre componenti principali: l’applicazione web, il dispositivo master e i dispositivi slave.

L’applicazione web comunica tramite Wi-Fi con i dispositivi WiFithing master che a loro volta comunicano con i dispositivi WiFithing slave sulla banda ISM (Industrial, Scientific and Medical, è il nome assegnato dall’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni a un insieme di porzioni dello spettro elettromagnetico riservate alle applicazioni di radiocomunicazioni non commerciali, ma per uso industriale, scientifico e medico).

Ai dispositivi Slave possono essere associati vari tipi di sensori (umidità, pressione, flussimetri) e attuatori (es. controllo motori e relay). Anche i master possono essere usati allo scopo ma gli slave hanno costi minori, sono più piccoli e più facili da alimentare con pile.

Sul sito web di crowdfunding Kickstarter, gli ideatori spiegano che WiFithing differisce da altri progetti per l’uso simultaneo di WiFi e radio ISM/SRD, tecnologia quest’ultima che normalmente richiede un decimo della potenza di trasmissione delle tecnologie radio WiFi, con i dispositivi WiFithing slave in grado di inviare e ricevere pacchetti dati molto piccoli. In pratica i dispositivi slave possono operare per un anno, rispetto a massimo un mese di un dispositivo solo WiFi dedicato agli stessi compiti. Secondo gli ideatori il WiFithing può essere impostato in meno di 20 minuti senza bisogno di codice, permettendo di creare web-app personalizzare subito pronte all’uso. La combinazione di due tecnologie radio permette di ottenere distanze maggiori e una migliore penetrazione negli edifici (oltre 100 metri all’esterno ma pare sia possibile arrivare anche a 1 km). Gli ideatori spiegano che i dispositivi slave non sono costosi da sviluppare e installare, oltre a essere sicuri grazie a specifiche protezioni per l’infrastruttura.

I master possono controllare fino a 8 dispositivi slave. Su Kickstarter è possibile finanziare il progetto a partire da 30 sterline. Con 38 sterline o più è possibile ottenere un dispositivo WiFithing Master in un astuccio USB e un dispositivo WiFithing slave e 6 mesi di abbonamento alla web app. L’arrivo dei primi dispositivi è previsto per aprile. Gli sviluppatori metteranno a disposizione API per le applicazioni web permettendo a terze di creare app senza bisogno di costruire un’infrastruttura di comunicazione ad hoc.