Discussione: mulholland drive d.lynch
- 21-06-05, 16:40 #1
Somac, in origine avevo scritto "... se il film era bello", poi ho pensato ai vari lungometraggi di Vanzina & co. e a come riempiono le sale e ho preferito sostituire appunto "era bello" con "aveva un senso" (inteso anche come senso commerciale). A parte questo, il cinema è una forma d'arte un po' particolare, che viene fatto in maniera corale e unisce arte e intrattenimento. Ritengo quindi che concentrarsi sul rapporto singolo spettatore-regista sia quantomeno fuorviante, se non egocentrico. Il singolo spettatore, per chi produce/dirige/interprea un film, conta soprattutto in quanto parte di un più o meno nutrito gruppo di persone che permetteranno a chi ha fatto il film di guadagnarci dei bei soldi. Non per niente, i film più prettamente artistici vengono sempre girati con budget molto bassi: in questo modo, sono certi quantomeno di rientrare nelle spese e - magari grazie al home video - di guadagnare qualcosa anche se non attirano le folle di spettatori in sala. Il cinema è sì arte (e intrattenimento, come dicevo prima) ma anche e soprattutto commercio. Quando Picasso ha fatto "Guernica", probabilmente non si è nemmeno posto il problema se sarebbe riuscito a venderlo oppure no. Al contrario, non esiste un regista (nemmeno Fellini o Kurosawa) che diriga un film senza valutare quanto se ne potrà ricavare in termini economici.
Per tornare un po' più in topic, a me Linch non è mai piaciuto un granché (anche se di sicuro preferivo i suoi primi film), è troppo "ermetico" e complicato da capire per i miei gusti!!!
- 21-06-05, 16:46 #2
per quanto riguarda l'aspetto economico, è vero che il cinema è una forma d'arte intrecciata con l'intrattenimento.
per quel che riguarda il rapporto film/spettatore credo che sia essenziale e che sia il processo (artistico) finale del film stesso.
il budget non è necessariamente determinante per il livello artistico del film.
esistono film ritenuti "artistici" milionari e poverelli e esistono molti registi che al di la delle (necessarie) avide umane pulsioni, operano solo nell'ottica del progetto che realizzano.
- 21-06-05, 16:47 #3Se ti interessa ti dico cosa significa per me:
Originale inviato da guass
quando un autore non ha idee e sa che sta girando una schifezza, ma lo fa lo stesso: o per soldi o per vanità o vattelapesca.
- 21-06-05, 16:51 #4
le prese in giro "vere" sono quelle che ti spengono il cervello quando spengono la luce in sala
non che i film debbano tutti far ragionare per carità ma ce ne sono alcuni che disattivanole attività celebrali e riportano l'essere umano allo stato monocellulare.
- 21-06-05, 16:58 #5
Somac, idea molto romantica del cinema la tua, ma purtroppo ben lontana dalla realtà... Nessuno che lavora nel cinema prescinde anche solo per un secondo dal lato economico di un film. Secondo me, i bravi registi sono quelli che sanno confezionare film in grado di attirare tanti spettatori (e, quindi, di guadagnare). I grandi registi sono invece quelli capaci di coniugare le necessità commerciali con la qualità artistica senza sacrificare nessuno dei due aspetti (Spielberg, Kubrick, Jackson, Tim Burton e in italia autori come Salvatores e Bertolucci ne sono ottimi esempi). I registi che confezionano opere artisticamente interessanti ma che non va a vedere nessuno, secondo me sono semplicemente dei falliti. Il cinema è e rimane anche e soprattutto un prodotto commerciale ed è inutile fare un buon prodotto se poi non è vendibile.
Originale inviato da alex Ragazzi, scusate ma continuo a trovarvi un po' troppo "romantici" e idealisti.. Ma secondo voi, se un regista fa una schifezza che il pubblico corre a vedere in massa, è colpa del regista che ha preso in giro gli spettatori oppure è colpa degli spettatori che sono cretini? Se a ogni Natale i vari Vanzina e simili riempiono le sale, pensate forse che sia perché si fanno gioco del pubblico? O magari vi illudete che non siano coscienti di girare spazzatura? Certo che sì, ma danno al pubblico esattamente quello che vuole e io non raviso nessuna presa in giro in questo. Eppure fanno i loro film solo per soldi (come dice Alex) e quando si spegne la luce in sala si spengono anche i cervelli (già mooolto limitati) degli spettatori (come dice Somac). No, vi sbagliate, davvero: il cinema non permette le prese in giro, perché queste si traducono immediatamente in flop e quindi in una perdita economica netta per chi il film lo ha prodotto (e come minimo in una perdita di immagine per chi lo ha girato e interpretato).
Originale inviato da Somac
- 21-06-05, 17:12 #6sicuramente si tratta di prodotti ma non è in nome del romanticismo che mi esprimo, tuttaltro:
Originale inviato da guass
se parli di chi lavora nel cinema; eccomi e lo faccio per i soldi
se parliamo di "cinema" le condizioni economiche sono si un fattore costituente ma non per forza il preponderante .
l'errore in cui si cade è quello di passare da un opposto (cinema come arte pura , slegata dal mercato) a un altro (cinema come semplice mezzo di produzione di ricchezza)
- 21-06-05, 17:17 #7Su questa tua ultima affermazione, non posso che essere completamente d'accordo, come puoi facilmente immaginare anche dal mio post precedente!!!
Originale inviato da Somac
- 21-06-05, 17:17 #8
Guass, una volta che hai pagato il biglietto sei spacciato, se il film poi non ti piace non significa che sei cretino.
Qualche autore sfrutta il richiamo del nome per fare soldi, oppure usa il successo di un film precedente per aprire opinabilli serie: vedi Jurassic Park 1, 2. 3....n, cacchio, sono tutti uguali!
- 21-06-05, 17:19 #9
scusate se cado OT ma visto che si parla di cinema, ci lavoro come tecnico, segnalo due siti che molto interesseranno gli appassionati.
http://imdb.com/ il più grande motore al mondo sull'argomento
http://www.mandy.com/ tutto, ma proprio tutto ,su tutte le case di produzione del mondo e molto di più.
ciao e.....buona visione, come dice qualcuno.
- 21-06-05, 17:23 #10
la presa in giro di cui parlavo esiste eccome, è uno snaturamento del mezzo cinematografico.
le regole del mercato e degli incassi non sono ne il metro ne la misura del mezzo, lo condizionano, lo degenerano, e avolte lo aiutano anche, ma quello che è limitante è ragionare in funzione del bottegghino, degli introiti dei produttori,distributori e registi. non ha senso.
quello di "dare al pubblico quello che vuole" ha si un valore, ma puramente merceologico, bisogna dare un respiro più ampio al discorso sul cinema, altrimenti bisognerebbe ragionare così per tutto (la tv è quello che il pubblico vuole, la musica è quello che il pubblico vuole e cosi via) e dimenticare che se un film viene ideato spesso non è per "sbancare" ma perchè è venuto in mente a qualcuno e che qualcun'altro produce per poi ricavare denaro, fornendo mezzi per realizzare quell'idea.
non tutto risponde alle leggi del mercato domanda/offerta
anche il liberista più sfrenato conferma che spesso le due non sono complementari
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