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  1. #1
    'nsepoddì faxus avatar
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    Francia: tassa antipirateria sui tablet, ma non se hanno Windows OS

    Ogni tanto si sente dire qualcuno che dice di vergognarsi ad essere italiano.

    Istintivamente sentiamo un qualcosa di solidale.
    Ma basta pensarci un attimo e tutto sommato consideriamo che non sapremmo tanto che nazionalità scegliere...

    La Francia? Escluso già da decenni, oggi ne sono ancora più certo:
    Taxe copie privée sur tablettes : Archos pourrait attaquer au Conseil d'Etat

    Per chi non sa il francese e non parla neanche la strana lingua del traduttore di Google, riassumo solo il concetto principale.

    Anche in Francia come in Italia e gran parte d'Europa è stata introdotta la tassa per il recupero dei mancati introiti dovuta al furto di opere coperte da diritti d'autore, detta anche tassa antipirateria.
    Somme che teoricamente andrebbero a costituire incentivo alle imprese dei contenuti per fare innovazione.

    E fin qui siamo tutti, indipendentemente dalla nazionalità, egualmente in balia della stessa genìa di ignoranti con facoltà legislative.

    Il governo francese, però, ha voluto distinguersi.
    Tassa sì, ma solo sui tablet tout court, quelli costruiti come dispositivi che comprendono la riproduzione multimediale, con sistema operativo proprio, che sia Android o iOS o altro ancora poco importa.
    Se il tablet ha per sistema operativo Windows, un SO per computer, non è un tablet ma un pc e come tale non viene sottoposto a tasse.

    Beh, parlare di cosa sia un dispositivo elettronico e un sistema operativo penso sia superfluo in un Forum di tecnologia.
    Forse anche un ministro del governo italiano, penso, riuscirebbe a capirlo...

  2. #2
    Do # Minore LeoTM avatar
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    shhh, non riportare queste notizie che forse a qualche genio nostrano potrebbe spuntare qualche strana idea, giusto per farsi oliare a dovere dai soliti filibustieri.

    prevedibilmente si allargherà un domani ai dispositivi elettronici in generale, come in svizzera dove si paga il canone televisivo anche se in casa hai solo un cellulare, perché in teoria "è possibile" usarlo per guardare la meravigliosa tv.

    segue elenco di tasse:
    auto = iva, tassa immatricolazione, bollo (ormai comprensivo della tassa radio che una volta si pagava separata), accisa carburante
    tv = iva, canone tv
    cellulari = iva, la misteriosa tassa di concessione governativa ed un domani pagheremo pure per smaltirli
    memorie di massa = iva, siae, tassa preventiva sulla possibile copia dati anche se è un disco di un blade

    chiaramente mancano i computer in generale e visto che ormai passiamo più tempo davanti al monitor del pc che davanti al fabbrica_st*onzi (tv) bisogna inventarsi assolutamente qualcosa.

    presto arriverà qualcosa di simile anche da noi, troppo succulento il boccone, che sia la tanto auspicata tassa sulle connessioni chiesta da quel mentecatto di de benedetti, che sia invece una tassa a colpire il singolo device come invece genialmente concepito dai francesi. magari da noi arriva tutto assieme, dopotutto come fai a tassare i device solo wifi se tassi solo la connessione?!?

    banalmente, tutto il mondo è paese.
    (forse)

  3. #3
    Do # Minore LeoTM avatar
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  4. #4
    'nsepoddì faxus avatar
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    Evvai... Cancellata anche la Germania...

    Qualcuno ha notizie sulla stabilità cerebrale dei governanti di Papua - Nuova Guinea?...
    Ormai c'è rimasto poco sulle cittadinanze alternative...

  5. #5
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    A dire la verità, l'articolo parla di proteste piuttosto veementi da parte di un'impresa privata.
    Personalmente, mi dispiace pagare la tassa antipirateria in Francia, perché cerco di comperare CD originali e di restare nella legalità. Mi sento "cornuto e mazziato". Per fortuna, non avendo una televisione, almeno non "pago la contribution à l'audiovisuel public", dato che i testi di legge (non so ancora per molto) riportano che il dispositivo dev'essere equipaggiato di un sintonizzatore.

    Viviamo in democrazia e, per favore, riflettiamo anche su questi temi la prossima volta che andremo a votare. Facciamo domande, discutiamone!
    Che nessuno abbia la presunzione di avere una verità assoluta, ma almeno che ci si interroghi sul mondo (anche tecnologico) che ci circonda. Non serve a nulla indignarsi se non si fa quello che si può per evitare queste cose.

  6. #6
    Master Bomber u.Go avatar
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    Citazione Originale inviato da faxus Mostra messaggio
    Anche in Francia come in Italia e gran parte d'Europa è stata introdotta la tassa per il recupero dei mancati introiti dovuta al furto di opere coperte da diritti d'autore, detta anche tassa antipirateria. Somme che teoricamente andrebbero a costituire incentivo alle imprese dei contenuti per fare innovazione.
    Per me la vera pirateria la fa la SIAE in Italia quando mette i bollini, cioè riscuote il pizzo, sulle opere degli autori non associati (come ad esempio i CD stranieri) cui non versa alcunché. Figuriamoci un governo che ritienga la suddetta mancata riscossione una violazione dei diritti d'autore passibile di essere non solo sanzionata ma sanzionata in anticipo attraverso una tassa sul dispositivo di riproduzione.

    Non vedo perché gli artisti americani od inglesi debbano contribuire all'innovazione delle imprsese italiane. O francesi, se la cosa funziona nello stesso modo.

    Mi sembra invece giusto che alle scuole materne tedesche sia stato chiesto di pagare il lavoro degli artisti ne più e ne meno che come pagano la luce elettrica, il gas, od il lavoro degli insegnanti.

  7. #7
    'nsepoddì faxus avatar
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    Citazione Originale inviato da DarwinNE Mostra messaggio
    A dire la verità, l'articolo parla di proteste piuttosto veementi da parte di un'impresa privata...
    Vero, avevo dimenticato di citare le fonti, l'articolo di riferimento restava quello in francese...

    La notizia che inseguivo era partita da un commento letto su OS news, più esplicito sulla vicenda degli OS trattati fiscalmente in modo diverso:
    France To Impose Levy on Tablets, But Not if They Run Windows

  8. #8
    'nsepoddì faxus avatar
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    Maniaco, i bambini non devono pagare niente.
    Queste sono cose manicomiali.

    Già è una stortura che ci siano società di gestione che devono bilanciare tutto.
    E' un meccanismo che stiamo accettando, è complesso e produce equivoci, un modello che non ci appartiene.

    Stiamo cominciando a trattare e considerare i nostri figli come prodotti o come consumatori.
    E peggio del peggio, in nome di meccanismi che dovremmo circoscrivere alle regole di guerra del mondo degli adulti, li sottoponiamo allo sfruttamento che già mal sopportiamo noi stessi.



    Leggiti bene l'articolo del giornale tedesco citato da Slashdot, la SIAE non è solo un nostro privilegio...
    Leggilo in inglese, magari, visto che tra le 30 lingue disponibili, comprese pashto urdu e kiswahili, non c'è l'italiano (e lo spagnolo)

  9. #9
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    Citazione Originale inviato da faxus Mostra messaggio
    Maniaco, i bambini non devono pagare niente.
    Queste sono cose manicomiali.
    Non credo che sarebbero i bambini a pagare...

    Ribadisco: Non vedo perché le organizzazioni che si occupano della custodia ed istruzione dei bambini debbano pagare tutto meno che i diritti d'autore.

    Il diritto alla retribuzione del lavoro è uguale per tutti (tranne che per i volontari delle Onlus:-)


    Citazione Originale inviato da faxus Mostra messaggio
    Leggilo in inglese, magari, visto che tra le 30 lingue disponibili, comprese pashto urdu e kiswahili, non c'è l'italiano (e lo spagnolo)
    Mi sorprende che non ci sia lo spagnolo.

  10. #10
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    Viviamo in democrazia e, per favore, riflettiamo anche su questi temi la prossima volta che andremo a votare. Facciamo domande, discutiamone!
    Che nessuno abbia la presunzione di avere una verità assoluta, ma almeno che ci si interroghi sul mondo (anche tecnologico) che ci circonda. Non serve a nulla indignarsi se non si fa quello che si può per evitare queste cose.
    Il mio "tutto il mondo è paese" ha proprio a che fare con questo e trascende da schieramenti politici di sorta.
    Onestamente non vedo un singolo paese che tratti l'argomento in maniera tanto diversa da quanto si vede da noi, piuttosto che in Francia, Germania, Uk, Svizzera, anche gli stessi Usa. La tendenza pare essere la stessa ovunque.
    Che si tratti di alcuni bambini a cui si vieta di canticchiare la macarena in una rappresentazione scolastica se non pagano il dazio, che sia un tablet tassato a seconda del proprio sistema operativo, che sia la volontà di filtrare siti, programmi o contenuti poco graditi nel proprio bazar online.

    Si arriverà alla situazione paradossale, ad esempio come una puntata dei Simpsons dove nonno Simpson improvvisa una famosa scena di Chaplin e viene subito fermato da avvocati che intimano l'alt di una riproduzione non autorizzata. (peraltro di un morto). La questione dei diritti sta diventando tanto assillante quanto quella dei brevetti, se non peggio. Arrivare a tassare un device in base all'OS "da computer" è ridicolo, lo stesso Android non è altro che linux dopotutto e iOS ha come layer OSX, mi sembrano fatti che, nelle sedi opportune, porterebbero rapidamente ad un'invalidazione di un dazio simile, certo non basta regalare un ipad ai deputati nostrani e nemmeno ai parlamentari europei perché possano aprire gli occhi sui tanti problemi legislativi che la tecnologia si sta portando dietro da anni, ancora prima che internet fosse una scatola da comprare nei negozi.

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