Discussione: Morte di Mussolini
- 31-08-04, 09:05 #1
Ieri ho di sfuggita visto un paio di documentari sulla morte di Mussolini ed ho letto un trafiletto sul Corriere.
Pare che attorno agli esecutori materiali vi sia ancora "mistero", con tanto di "pista inglese" e relativo testimone oculare vivente (e parecchio lucido; se è un mitomane è un *grandissimo* mitomane).
Qualcuno informato se la sente di riassumermi le versioni ufficiali e non ufficiali, possibilmente senza buttarla in politica?
Sono esclusi gli alieni, Ustica, Moretti quello delle BR, la Mambro e Fioravanti, la Franzoni, il Mostro di Firenze, il Bandito Giuliano e tutti quelli che hanno già beneficiato del bonus "mistero irrisolto".
- 31-08-04, 09:50 #2Il forum è la mia casa
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Chest, è un compito sconfinato; l'unica cosa certa è che è sparito un carteggio che esisteva, è sparito un certo ammontare di oro e valuta che esisteva, ed è stata stilata una autopsia di comodo in cui non coincidono nemmeno i fori sul corpo con quelli sugli abiti.
Sembra anche certo che i momenti di esecuzione furono due (almeno due secondo alcuni), ovvero che vi fu almeno un evento in cui si inscenò deliberatamente la fucilazione di un cadavere.
Circa la fucilazione della Petacci, che nessuno aveva condannato, è solo l'ennesimo crimine di guerra partigiano rimasto impunito.
Era sparita anche l'arma, ma finì in Albania in quanto l'Unione Sovietica era un paese troppo moderato e ormai revisionista.
Se consideri che dopo 183 anni sussistono ancora versioni assai contrastanti sulla morte a Sant'Elena di un'altra impegnativa figura di statista, temo che non riuscirai nell'intento - è materia per i pronipoti, se mai a qualcuno di loro interesserà della Repubblica sociale più di quanto interessi a noi della Repubblica Cisalpina.
- 31-08-04, 13:19 #3falkorGuest
- 31-08-04, 20:26 #4Il forum è la mia casa
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> è solo l'ennesimo crimine di guerra partigiano rimasto impunito
Ogni tanto ricordati di ringraziare quei criminali di guerra, se adesso sei qui a scrivere liberamente.
- 31-08-04, 20:51 #5Il forum è la mia casa
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Sei fuori come un poggiolo, caro il mio.
Informati un po' meglio su quelle frange resistenziali che finirono sotto processo e furono fatte, uno alla volta, sgattaiolare dal Pci nei Paesi allora amici, e particolarmente in Cecoslovacchia.
Puoi cercarti sull'internet gli eccidi di Schio, per esempio, o se vuoi della saggistica Il sangue dei vinti di Pansa, o se preferisci della letteratura leggiti La ragazza di Bube.
Casomai devo ringraziare (e ringrazio da sempre) chi li ha fermati e disarmati nel 1945, ovvero le Forze alleate (che nel 1944 in Grecia li combatterono perfino e li sconfissero), e soprattutto l'esito delle elezioni politiche del 1948.
O l'altra resistenza, quella senza la stella rossa, che non a caso ebbe spesso motivi di attrito e conflitto, fino all'eccidio come a Porzus.
Fosse stato per la resistenza comunista e il partito che rappresentava, la valpadana avrebbe avuto un destino simil-serbocroato e il meridione avrebbe raggiunto vertici simil-albanesi.
- 31-08-04, 22:56 #6falkorGuest
Chest,
Benito Mussolini was not killed by Italian partisans but by two secret agents acting on orders from Winston Churchill. That is the startling conclusion of a new investigation into the death of Il Duce. Britain's wartime Prime Minister was desperate, an Italian documentary claims, to prevent secret letters coming to light in which he had tried to induce Italy to make a separate peace with the Allies. This was in defiance of his agreement with President Franklin Roosevelt at Casablanca that the war could end only with the unconditional surrender of the Axis powers.
Alessio,
Ha ragione Franco. A me spiace dirlo ma i partigiani italiani hanno influito sull'esito della guerra quanto un peto di Agata nella tempesta, per dirla alla Chest. Hanno invece influito assai dopo la sua fine, dividendo ciò che era di uno in parti proporzionali ma gestendolo alla stessa maniera ...
-f
- 31-08-04, 23:00 #7falkorGuest
Franco,
<U>Se consideri che dopo 183 anni sussistono ancora versioni assai contrastanti sulla morte a Sant'Elena di un'altra impegnativa figura di statista</U>
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Vediamo se questa volta il il server si blocca di nuovo...
- 01-09-04, 08:15 #8Guest
i partigiani erano i cattivi? i fascisti i buoni?
ah si?!?!? pensa te..i partigiani comunisti, che delinquenti!!!
ecco perchè abbiamo una costituzione di stampo sovietico (come amava ricordare il PresDelCons)..
e poi dicono che è importante la coscienza storica??!! questo non è revisionismo, è follia!!!!!
poniamo il caso che io governo per 20 anni!
in questi 20 anni, visto che sono un dittatore, decido che quelli con i capelli neri mi stanno sulle ***** perchè sono biondo: li faccio arrestare, li torturo un pò, ogni tanto ne faccio sparire qualcuno (in vacanza al confino come disse sempre il nano pelato..), vado nelle loro case di campagna e rubo i raccolti e le bestie, quando imiei alleati stranieri decidono di uccidere per rappresaglia gli do dei nomi di italiani coi capelli neri (e che me ne frega se li uccidono, mi stanno sulle *****...)
finito il mio regime, pensate che i mori se ne stiano buoni buonini e non vengano a cercarmi???
è logico, è nella natura umana che alla fine di tutto ci siano dei regolamenti di conti!!!
vi siete chiesti perchè adesso, nel 2004 vengono fuori tutte queste storie sui partigiani?? perchè ormai sono rimasti talmente pochi che non hanno la forza per difendersi!!!!
falkor...ma ne hai conosciuti di partigiani?
essendo di modena ne ho conosciuti tanti ed ho sentito i loro racconti, i racconti di mia nonna che piangeva quando ricordava i saccheggi dei fascisti o di come ogni tanto trovava i suoi fratelli pestati a sangue...
Franco...Yalta non ti dice niente? in italia i partiti di sinistra avrebbero vinto le elezioni del 48 se non ci fossero stati gli "aiuti" americani (a proposito, dresda rasa ala suolo, le bombe atomiche sul giappone non sono crimini di guerra??? oppure gli è permesso tutto??)
e poi anche molti gerarchi fascisti furono ricollocati ai loro posti alla fine della guerra...
- 01-09-04, 09:01 #9Il forum è la mia casa
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I partigiani non erano i cattivi, ma tra le loro file c'erano elementi, anche di spicco, che si batterono non per la libertà, ma per la lotta di classe e per instaurare un regime di stampo sovietico, e personaggi autenticamente sanguinari.
Bene o male che fosse, buona o mala fede che fosse, è così se vi pare.
Il suddetto regime, osannato a gran voce ancora nel 1954 alla morte di Stalin anche da ragazzi intelligenti e svegli come Sandro Pertini, ha mostrato nei decenni il suo volto disumano (che molti conoscevano già allora), ma non si vuole ammettere che era esattamente ciò per cui metà delle formazioni partigiane si batteva.
Tutto qui.
Quindi, se si stabilisce, ed è legittimo farlo, che i soldati di Salò (in massima parte ragazzi tra i 16 e i 20 anni, non dimentichiamolo) combatterono magari in buona fede ma dalla parte sbagliata, questo vale anche per i partigiani garibaldini.
Non mi piace il termine revisionismo; la storia, tuttavia, non può essere cristallizzata dall'interpretazione di parte e di comodo, altrimenti è semplice fiaba o mito.
Circa Yalta, l'impossibilità del Pci di acquisire violentemente il potere perché si era decisa una spartizione a tavolino è l'ennesima favoletta comunista, ma è anche un oltraggio all'intelligenza.
Per dirne solo due, a Yalta la Jugoslavia era concepita come un condominio anglo-sovietico (fifty-fifty, diceva Churchill), ed invece Tito a guerra finita massacrò decine di migliaia di partigiani suoi alleati bellici, ma avversari interni.
La Jugoslavia, quindi, già a fine 1945 era in un assetto non previsto da Yalta, come sarebbe accaduto anche in Grecia se a fine 1944 le truppe inglesi non avessero reagito duramente e schiacciato le formazioni partigiane (tecnicamente loro alleate!) che scendevano a sud dalla Macedonia con l'appoggio sovietico.
Inoltre, la Cina prevista a Yalta era quella nazionalista di Chang Kai-Shek, che era uno dei Cinque Grandi, ma ciò non impedì a Stalin di sostenere la guerriglia di Mao fino al rovesciamento del suo regime con relativa fuga a Formosa, ed era già il 1949.
Se cadde la Cina e poi si aggredì la Corea, non vedo l'impossibilità a priori del golpe in Italia.
Se a guerra finita il Pci avesse avuto l'opportunità di prendere il potere con la forza senza fare la fine dei suoi cuginetti in Grecia, l'avrebbe certamente fatto.
In realtà, non ebbe mai il "via libera" dai suoi datori di lavoro al Cremlino, anche se soggetti come Secchia ed altri continuarono a sobbollire per anni, e se perfino nel luglio 1960 ricomparvero le armi pesanti da sottoterra.
Forse sarebbe stato meglio, però: dopo un bel periodo di cortina di ferro, di comunisti e simpatizzanti in Italia ce ne sarebbero sicuramente di meno.
Ah, nessun "gerarca" fascista fu rimesso al suo posto, che era il governo; l'epurazione fu dura e prolungata, e si dovette fare marcia indietro solo per i quadri, i cosiddetti "arnesi", che spesso avevano preso la tessera del Pnf per necessità o convenienza e senza i quali non si riusciva a far funzionare la macchina burocratica.
Ho letto pochi giorni fa un dettagliatissimo studio di fonte alleata sul progressivo ripristino delle ferrovie in Italia nel '44-'46, ed è illuminante proprio sul problema dell'impossibilità di eliminare dal servizio chi aveva la tessera, cioè praticamente tutti i funzionari.
>vi siete chiesti perchè adesso, nel 2004 vengono fuori tutte queste storie sui partigiani?? perchè ormai sono rimasti talmente pochi che non hanno la forza per difendersi!!!!
E' un ottimo ragionamento; ovviamente, significa che nei decenni scorsi l'agiografia resistenziale è stata deformata perché mancava la forza per difendersi alla parte perdente. Hai centrato il problema, bravo.
- 01-09-04, 09:20 #10falkorGuest
Alessio,
sono stato frainteso; non volevo affatto discutere l'influenza che le cose umane hanno sull'ordine generale delle guerre e del mondo. Parlavo solo di ininfluenza dei partigiani sulle sorti della guerra, pensando come Franco che la situazione attuale la dobbiamo agli americani.
Tutta la situazione, compreso lo stabilimento di una classe politica dalla provata attitudine alla corruzione che ha formato l'Italia a sua immagine e somiglianza insegnando ai cittadini che delinquere, per ottenere il titolo di omologazione sociale, non è reato ma anzi cosa buona e giusta.
A tutto ciò i partigiani non si sono opposti, trovandosi perfettamente a loro agio nel ruolo strutturale che ne conseguiva. Vale la pena ricordare un proverbio americano che dice: 'Nessuno è più affidabile di colui la cui moralità può essere acquistata col denaro'.
Andrebbe anche detto che l'Italia è un paese latino e questo spiega come per ogni partigiano vero ci fossero tre codardi imboscati e dieci meschini attenti solo a capire quale fosse il carro del vincitore sul quale saltare. O forse qualcuno pensa che la Milano accanitasi contro il cadavere di Mussolini fosse tutta partigiana?
L'italia è un Paese...Come dire: se ci fossero stati ancora soldi per mantenersi le clientele saremmo al ventesimo governo Demita con dè Lorenzo alla sanità.
-f
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