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  1. #1
    Saturday is saturday... kormi avatar
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    Apple ora nemica delle major musicali?

    http://www.repubblica.it/2005/e/sezi...plenemica.html

    ---
    vi giro questo articolo.Apple non ragala nulla (99 cent sono tanti per un file di musica),ma le aziende discografiche dovrebbero fallire per fare rinascere il sistema della musica.....tanto sono solo i megabig che magari fanno il 90% delle vendite (e a loro volta prosciugati dalle loro case discografiche)
    kormi
    ---------

    New York Times. L'azienda di Cupertino fa pagare 99 cent per ogni canzone. Ma le major del disco vogliono alzare il prezzo
    La Apple da salvatrice a nemica
    per le grandi case discografiche
    di JEFF LEEDS

    Il programma iTunes

    DUE ANNI e mezzo dopo che l'industria musicale, allineata e coperta dietro alla Apple e al suo amministratore delegato, Steven P. Jobs, aveva salutato con entusiasmo lui e il suo servizio musicale iTunes per aver infuso nuova linfa vitale alle vendite di brani musicali, la devozione delle case discografiche verso Jobs si è fatta molto meno granitica.

    Si avvicina il momento di una resa dei conti tra Jobs e due delle più importanti società del settore: oggetto del contendere, il prezzo delle canzoni su iTunes.
    Se il dirigente della Apple perderà, il prezzo unico adottato da iTunes - 99 centesimi per scaricare qualsiasi canzone - potrebbe essere rimpiazzato da una struttura più complessa, che fissa il prezzo di una canzone in base alla popolarità. Un nuovo single richiestissimo, ad esempio, potrebbe essere venduto al prezzo di 1,49 dollari (1,20 euro), mentre un vecchio classico potrebbe essere venduto per una cifra molto inferiore ai 99 centesimi.

    I dirigenti del settore che appoggiano Jobs dicono che alzare i prezzi potrebbe rivelarsi un boomerang, inducendo i clienti di iTunes ad andare a cercare le canzoni sulle reti di scambio file gratuite e non autorizzate.

    I segnali di un conflitto sul prezzo sono sempre più evidenti. Ad agosto la Apple ha avviato il servizio iTunes in Giappone senza le canzoni delle due compagnie discografiche più importanti - la Sony Bmg Music Entertainment e la Warner Music Group - , lasciando fuori dal catalogo artisti come Avril Lavigne, Beyoncé e Rob Thomas, perché le due case hanno rifiutato di concedere ad iTunes i diritti di vendita delle loro canzoni, sostengono dirigenti coinvolti nei colloqui.


    Questo vuoto sul mercato musicale giapponese, il secondo al mondo per dimensioni, è considerato un preavviso di quello che attende i consumatori americani quando i contratti tra le case discografiche e la Apple negli Stati Uniti scadranno e dovranno essere rinnovati, all'inizio del prossimo anno.

    Si calcola che la Apple controlli il 75 per cento del mercato delle vendite di musica digitale e circa l'80 per cento delle vendite di lettori Mp3, con il suo iPod. Jobs ha molti ammiratori, ma molti non lo vedono di buon occhio nel settore, che è tornato in crisi dopo la modesta ripresa dello scorso anno.

    Sotto attacco è la visione di Jobs, che consiste in un sistema di prezzi semplice e uniforme per le canzoni e nella politica di limitare la musica della Apple alle apparecchiature Apple. "Vorrebbe continuare a fissare lui le regole del gioco", dice Paul Vidich, consulente di America Online ed ex vicepresidente esecutivo della Warner Music Group.

    A irritare in modo particolare certi dirigenti del settore è il fatto che la Apple faccia molti più soldi con la vendita dei lettori iPod che con la vendita di musica digitale. Lamentano che finora ci ha guadagnato molto di più Jobs, con le tracce scaricate per riempire i 21 milioni di iPod venduti, che non le etichette discografiche.

    Andrew Lack, amministratore delegato della Sony Bmg, ha parlato dello stato del mercato della musica digitale in una conferenza sui media e la tecnologia, tre mesi fa, e ha detto che Jobs "ha due flussi di introiti: uno dalla vendita di musica e uno dalla vendita degli iPod".

    La Apple consente da tempo che vengano fissati prezzi diversi per gli album completi venduti attraverso il servizio, ma ritiene che mantenere il prezzo di 99 centesimi per ogni singola canzone di un album agisca come un limite naturale. Il servizio, disponibile per i consumatori che scaricano sul computer il software iTunes, consente di scegliere fra circa un milione e mezzo di canzoni delle majors e delle etichette indipendenti. Le canzoni, una volta pagate e scaricate, possono essere trasferite su un iPod, masterizzate su dischi vergine o ascoltate dal computer. Sul prezzo di 99 centesimi per brano, la quota percepita dalle majors è di circa 70 centesimi.

    Secondo alcuni analisti, la volontà delle case discografiche di puntare a una nuova struttura di prezzi non è molto saggia. "Fino a tre anni fa questa gente si aggirava sperduta cercando qualcuno che li salvasse dalla rovina", dice Mike McGuire, della Gartner G2. "Sarebbe abbastanza sciocco cercare di destabilizzare Jobs. Lui ha in mano qualcosa che funziona".

    (tratto dal supplemento New York Times - La Repubblica)

    (14 settembre 2005)

  2. #2
    tal pescosolido Enrico Pescosolido avatar
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    semplice guerra di posizione... inevitabile.

  3. #3
    cool like hell Orange avatar
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    Modo molto (poco)elegante di dire: Ecco, gli strnx sono loro, noi siamo gli alternativi, con la benda sull' occhio e il drm sulla spalla.

  4. #4
    Saturday is saturday... kormi avatar
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    Citazione Originale inviato da Orange
    Modo molto (poco)elegante di dire: Ecco, gli strnx sono loro, noi siamo gli alternativi, con la benda sull' occhio e il drm sulla spalla.
    DRM?????
    CHE COS'E'?
    SI MANGIA?

  5. #5
    Saturday is saturday... kormi avatar
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    Diciamo ch econ tutti i soldi ch eci succhiano,non mi fanno pena ne Apple ne Le case disografich.Ma le case discografiche sono il massimo dell'associazione a delinquere legalizzata

  6. #6
    utente sintetico Novimio avatar
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    Citazione Originale inviato da Orange
    Modo molto (poco)elegante di dire: Ecco, gli strnx sono loro, noi siamo gli alternativi, con la benda sull' occhio e il drm sulla spalla.
    Se ti riferisci ad Apple, rileggi questo dato: 70 centesimi vanno alle major per ogni canzone venduta a 99...

    i DRM sono fondamentali per dare delle regole, se i DRM sono "logici" allora la gente apprezza e compra... altrimenti diventa una tortura e una fregatura e la gente si rivolge alla pirateria.

    Se le major vogliono rompere il giocattolo, si ritorna al far west di qualche anno fa dove MS può tornare a dettare legge (attualmente poco... ma le tenta tutte per disarcionare Apple dal mercato musicale) come è solita fare: il mercato vuole quello che decide MS nei modi e ai costi che decide MS.

  7. #7
    Saturday is saturday... kormi avatar
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    Le case non hanno costi di distribuzione e di provvigioni nel digitale
    (no packaging,no supporto cd,no libretto stampato,no negoziante ,no magazzino ,no spedizione scatole ai negozianti ecc)
    Non e' quindo eccessivo gia' 0,99 per canzone o 10 euro per un cd intero scaricato dai siti vari tra cui Apple store ?

  8. #8
    utente sintetico Novimio avatar
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    Citazione Originale inviato da kormi
    Le case non hanno costi di distribuzione e di provvigioni nel digitale
    (no packaging,no supporto cd,no libretto stampato,no negoziante ,no magazzino ,no spedizione scatole ai negozianti ecc)
    Non e' quindo eccessivo gia' 0,99 per canzone o 10 euro per un cd intero scaricato dai siti vari tra cui Apple store ?
    beh, non esagerare... dovrebbero regalarle le canzoni?
    io trovo giusto il prezzo e il sistema di DRM di Apple. Quindi acquisto. Acquisto molta più musica ora di un paio di anni fa: prima prendevo solo alcuni CD, ora, per altri artisti, acquisto anche via internet...

    prova a leggere i DRM di altri store... costo identico ma possibilità di masterizzare solo 3 volte la canzone, oppure abbonamento mensile basso ma appena non paghi, le canzoni diventano inutilizzabili...

  9. #9
    cool like hell Orange avatar
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    Citazione Originale inviato da Novimio
    Se ti riferisci ad Apple, rileggi questo dato: 70 centesimi vanno alle major per ogni canzone venduta a 99...

    i DRM sono fondamentali per dare delle regole, se i DRM sono "logici" allora la gente apprezza e compra... altrimenti diventa una tortura e una fregatura e la gente si rivolge alla pirateria.

    Se le major vogliono rompere il giocattolo, si ritorna al far west di qualche anno fa dove MS può tornare a dettare legge (attualmente poco... ma le tenta tutte per disarcionare Apple dal mercato musicale) come è solita fare: il mercato vuole quello che decide MS nei modi e ai costi che decide MS.
    Infatti M$ voleva imporre prezzi più bassi di Apple, per il proprio tornaconto, non certo per altruismo, loro guadagnano sui servizi e le royalties sull' uso della piattaforma.
    Già adesso i prezzi sono esosi, e le major avide, semplicemente Apple guadagna sugli iPod, non sulle canzoni.
    Poi parliamo del fatto che il Digital Rights Management di Apple favorisce solo Apple, e che magari le major vogliano rendere più appetibile il mercato online garantendo la fruibilità su ogni piattaforma, magari pensano che con l'affermarsi di player più economici riuscirebbero a vendere più canzoni.
    Non è colpa mia se Steve vuole fare l' alternativo, uno che ha cominciato con le blue box e adesso fa i soldi col drm, la battuta secondo me ci stava tutta, poi se secondo te Apple fa beneficienza, senza cercare di massimizzare i profitti, allora possono dire che gli altri sono avidi.

  10. #10
    Saturday is saturday... kormi avatar
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    Nessuno deve regalare.ma il prezzo 0,99 e' eccessivo rapportato al guadagno medio italiano e al profdotto offerto (no packagin ecc)
    Il costo per un tedesco ,un svizzero o uno scandinavo di 0,99 e' rapportabile (visto gli stipendi e lo standard economico piu' elevato) al 0,50 circa di un 'iataliano italiano.Ovvero per un tedesco ad esempio la canzone da 0,99 incide molto meno sul suo portafoglio rispetto agli italiano o ai sud europei.....

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