Discussione: Pianoforti digitali
- 30-04-03, 15:34 #1Guest
Sto facendo il filo a un paio di pianoforti digitali che chissà se riuscirò mai a comprare. Fine della nota patetica: fate una colletta per un pianista :-)
Ho trovato alcune demo mp3 dei modelli che mi piacciono di più: un Kawai CA-1200 e uno Yamaha Clavinova della serie CLP.
Una bella demo del Kawai è questa Danza Ungherese di Brahms oppure questo standard jazz. Per quanto riguarda gli Yamaha Clavinova, qui si può ascoltare un brano di Franz Liszt. Come modelli di riserva ci sarebbero un Roland HP, ascoltabile qui, e un Korg SP-200 qui (ma ha un suono vitreo che dopo un po' mi dà i nervi).
Vincendo al lotto sarei indeciso: da quel che si capisce dalle demo il Kawai è armonicamente più timbrato e ricco (probabilmente ha un maggior numero di layer, cioè di campionamenti, per tasto), lo Yamaha ha un suono pastoso decisamente bello e ammaliante ma forse un po' uniforme passando da una all'altra delle tre dinamiche principali (piano, mezzoforte, forte). Sempre ammesso che si vinca al lotto (a meno che non siate decisamente benestanti) quale scegliereste? :-)
Se c'è qualcuno che lavora su un piano digitale, come si trova?
Grazie
:-) Roberto
- 30-04-03, 22:23 #2
- 30-04-03, 22:36 #3Guest
Donc... ho ascoltato la danza ungherese e lo standard (che - tanto per la cronaca - direi sia quell'Indiana dalla parafrasi della cui melodia Charlie Parker e/o Miles Davis hanno poi tratto Donna Lee).
Che dire? Credibile, tanto a timbriche che a dinamiche. Se non altro, appunto, sembra non suonino più "fesso e nasale" come i primi esemplari.
E non di meno, mi creano sempre quel leggero senso di fastidio per quella che comunque percepisco come una "freddezza". Un'"algidità". Sarà che, dopo una fase (finita ormai da parecchi anni) di grande infatuazione per i suoni sintetici, sono tornato a - come dire? - sentire un forte bisogno di "acustico"... di legni, di spazzole, di corde... però, è così.
C'è per esempio un disco - pur bello, eh? - di Gary Burton con Chick Corea ed altri mega-nomi del jazz americano, in cui Corea usa - se non ricordo male - un Clavinova. Beh: sarà il suo tocco, che personalmente non ho mai amato alla follia; oppure sarà che siccome è scritto nelle note di copertina "Chick Corea plays..." sono prevenuto. Fatto sta che è un disco nel quale il piano - alle mie orecchie abituate (per quanto riguarda il pianoforte) a Gould, Benedetti Michelangeli e Pollini , tanto per dire i primi che mi vengono in mente
- suona per quello che è, cioè "campionato"... "finto".
Ecco: il problema è tutto qui. Poi, tornando al Kawai, per esempio mi pare che nel jazz renda leggermente meglio che nella musica classica, forse per la maggior flessibilità del jazz quanto a dinamiche e ad esecuzione (in fondo, lo si è suonato anche col Fender Rhodes, che personalmente mi ha sempre dato un leggero senso di nausea... eppure funzionava).
Ad ogni modo: non ti converrebbe cercare un buon acustico sul mercato delle occasioni ? Roba interessante mi pare se ne trovi...
Se poi invece sei ansioso di fare l'esperimento (e per inciso: cosa ti darebbe un piano digitale in più di un acustico, a parte alcune opzioni - tipo registrazione Direct to Disk su un computer - facilmente immaginabili?) allora è tutt'un altro paio di maniche...
- 30-04-03, 22:44 #4Guest
P.S.: ad ogni modo, in bocca al lupo, ça va sans dire :-)
- 30-04-03, 22:56 #5
Perche' digitale? risparmi la tassa sull'accordatore, puoi suonarlo di notte con la cuffia (orribile ma ottimo per studiare)
Lo usi come masterkeyboard per le tue registrazioni midi.
Lo paghi come un mitteleuropeo da studio.
Per il resto,,, per quanto sia perfetto non ti dara' la percezione della cassa armonica, della propagazione del suono dai martelletti al legno esterno....
- 01-05-03, 00:59 #6Guest
Allora, innanzitutto grazie a Settimio per la dritta sul CLP.
Perché digitale? Per le ragioni "pratiche" citate da Settimio, innanzitutto, e poi perché un acustico in effetti ce l'ho già, ha venticinque anni e l'ultima volta che l'accordatore è stato qui si è messo le mani nei (pochi) capelli ed ha sentenziato: "C'è da portare tutto in laboratorio!". In pratica voleva sventrarmi lo strumento e rifarlo nuovo: costo dell'operazione, diversi milioni. A quel punto si è posto il dilemma se ricondizionarlo o affiancare al glorioso cassone qualcosa che, in effetti, si possa strimpellare di notte (come potete vedere dall'orario di questo post, sono un insonne).
Comunque, ragazzi, confermo quanto scritto da Angel: dagli anni '80 hanno fatto notevoli passi avanti. Anche solo una vite storta in un pianoforte acustico può conferire allo strumento una "personalità" unica, ma in compenso nei digitali di oggi il suono è molto più pastoso, le dinamiche più accurate dei modelli di dieci o più anni fa, e poi ho letto nel sito dedicato ai Clavinova che gli ingegneri della Yamaha hanno farcito i nuovi modelli di microfoni e altoparlanti "secondari" per ottenere giochi di feedback "simil-piano a coda"...
Del resto è inutile meravigliarsene, perché, come dicevano certi personaggi televisivi, non sono pazzi: sono giapponesi! ;D
Vi terrò informati, al limite posterò qualche demo e ci divertiremo con Angel a fare un po' di baccano ;D
(*) Se non ricordo male i primi pianoforti digitali risalgono a metà anni '80, ed erano proprio dei Clavinova: rammento per certo che con la possibilità di suonare in cuffia salvarono la vita ad alcuni musicisti minacciati senza mezzi termini dai vicini insofferenti (ma se è per questo ebbi un amico che per studiare la tromba si chiudeva nell'armadio).
- 01-05-03, 13:55 #7Guest
Tim:
<font color="0000ff">Per il resto... per quanto sia perfetto non ti dara' la percezione della cassa armonica, della propagazione del suono dai martelletti al legno esterno....</font>
Esatto! E' giusto quel che intendevo dire ieri...
Ahem... cosa intendi dire di preciso con "<font color="0000ff">Lo paghi come un mitteleuropeo da studio</font>"? Mi intendo più di chitarre, dunque non sono molto aggiornato sui prezzi ma... mi vuoi dire che per esempio un Clavinova nuovo costa come - per dire - un Bösendorfer "piccolo" sempre nuovo? Davvero? Non riesco a vedere il vantaggio economico, allora...
Comunque, sì: è come pensavo. Ci sono vantaggi di altro tipo, e capisco perfettamente chi se ne voglia avvalere.
Rod (oggi sono in vena di abbreviazioni
):
<font color="ff0000">ebbi un amico che per studiare la tromba si chiudeva nell'armadio</font>
Poveretto, comunque. Ne so qualcosa pure io, che giusto per tentare di strimpellare qualche accordo alla Jim Hall (e ripeto: per tentare!!) alle uniche ore in cui ho tempo per farlo (l'una, le due di notte), un anno e rotti fa sono riuscito ad intercettare una vecchia semiacustica Ibanez, che suono in cuffia attaccata ad un ancora più vecchio amplificatore di un bassista mio amico
Eppure, l'effetto è comunque piacevole (anche perché la chitarra era tenuta da dio! Pareva ancora nuova...)
Vabbé, Rod: ripeto, facci sapere... e in c... alla balena
- 01-05-03, 20:40 #8Guest
Io non suono il piano (ma la chitarra).
Ho però accompagnato un mio amico pianista che stava per fare il tuo stesso acquisto, cioè un pianoforte digitale.
Alla fine è tornato a casa con una tastiera muta (ovviamente professionale con i tasti "pesati") ed un sequencer midi della yamaha.
Il tutto per 2200¤ (ma volendo poteva spendere qualcosina meno o moooolto di più...).
Se ci hai già pensato (ed hai scartato l'idea) allora fa come se non avessi scritto nulla.
Cisco
- 01-05-03, 20:51 #9
il modello CLP 930 (la serie 8XX non c'e' piu')
considerato uno degli entry level nel versione con mobile "classico" costa 1490 Euro circa...
in quanto al Bosendorfer...
penso che costi di piu'...
OT...
Ascoltare la voce di Peter Gabriel accompagnata dal Bosendofer nell'ultimo pezzo di "UP"
Si chiama "The Drop" e lo trovate anche su AppleMusicStore
(peccato che AAC per quanto buono non sia all'altezza del CD..)
p.s.
OT nell'OT
Cercando "The Drop" ho trovato "Bop Till You Drop" di Ry Cooder... semplicemente fantastico... vado a comprarmi il CD visto che ho solo una vecchia cassetta.
Il MusicStore e' semplicemente fantastico!
- 01-05-03, 21:02 #10
Parlo da profano...
(non ho mai studiato pianoforte e ho suonato raramente pianoforti degni di tal nome... mi diverto solo a strimpellare tasti bianchi e neri)
Il piano digitale di solito ha dei campionamenti "dedicati" che abbinano alla risposta dinamica dei tasti layer diversificati a seconda della posizione della tastiera.
Yamaha ha inoltre una interessante simulazione della risposta delle corde che nei suoi gravi offrono una risposta più "morbida" al tocco dei martelletti mentre nelle note acute, data la lunghezza ridotta delle corde si ha una risposta piu' secca e il tasto deve offrire una risposta o un "controreazione" diversa...
Se davvero cerchi una soluzione trasportabile penserei sempre ad uno Yamaha.. a suo tempo c'era lo Yamaha P8 o P80 con la stessa meccanica e il generatore sonoro della serie 8xx.
Ora c'e' questo....
http://www.yamaha-europe.com/yamaha_europe/italy/10_musical_instruments/70_synth esizer/20_stage_pianos/10_stage_pianos/20_pf_series/10_PF_500/index.html
che e' un ottimo pianoforte da palco con una sezione pianoforte ottima piu altri suoni della serie XG.
costa 2200 Euro circa.
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